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“Terre per restare", a Torrecuso


“Terre Violate”, il contributo di Pino Ciociola, inviato di Avvenire e nel comitato organizzativo del Festival, che racconta dei disastri che violentano le nostre terre è stata la provocatoria introduzione al dibattito “Terre per restare: #agricolturasociale, #artigianatosociale, #turismosociale”, che si è tenuto questo pomeriggio a partire dalle ore 16 a Torrecuso, Comune #welcome della rete Caritas- “Sale della Terra” nell’ambito del Festival #PortidiTerra.

La discussione, che è stata moderata dall’inviato di Avvenire Paolo Lambruschi, si è incentrata sulle politiche e le pratiche di sviluppo economico nei piccoli comuni dell’entroterra italiano. Dopo i saluti del sindaco Erasmo Cutillo, del coordinatore di Caritas Benevento e direttore del Consorzio “Sale della Terra” Angelo Moretti e di Libero Petraccaro di Coldiretti, che ha portato i saluti di Gennarino Masiello, Vice Presidente Confederale Coldiretti, Nino Pascale, presidente di Slowfood Italia, nel suo intervento ha detto che “bisogna dedicare alle aree interne molte energie. Dobbiamo considerare questi territori come ‘fabbriche di benessere’ per tutto il Paese, ma per fare questo bisogna cambiare approccio, e questo comincia dai giovani, dalle scuole”.

Giacinto Palladino, CDA Banca Etica ha parlato dell’azione di Banca Etica nel valutare, quando si decide degli investimenti, non solo il merito creditizio ma anche il merito sociale. “Se tutti votassero con il portafoglio- ha detto Palladino- si potrebbero generare processi di cambiamento nelle comunità, e quello che c’è qui, il vostro modello, è un modello meritevole che abbiamo deciso di affiancare”.

Vittorio Cogliati Dezza, Segr. Nazionale Legambiente, commentando il contributo del giornalista Pino Ciociola che ha aperto l’evento ha detto: “I disastri documentati da Pino Ciociola colpiscono alla bocca dello stomaco, ma noi dobbiamo diventare il Davide contro il Golia, e c’è già un pezzo d’Italia che combatte in questo senso. L’essere piccoli – ha continuato – non vuol dire essere minoritari. Tutto si gioca sull’idea di sviluppo che chiaramente non può essere quella delle grandi città. Il piccolo deve essere la chiave di ripensamento di un territorio non perché ci si accontenta ma perché ne è la leva. Bisogna intervenire -ha aggiunto- sulle diseguaglianze territoriali che creano diseguaglianze sociali”.

Massimo Gottifredi, LegaCoop Turismo, ha spiegato come anche nel turismo si stia affermando la proposta di cooperative che hanno caratteristiche che guardano verso il futuro, che deve abbracciare sostenibilità e integrazione. “Bisogna fare turismo con criteri di responsabilità. Tutto questo può avvenire attraverso le cooperative di comunità che sono un modello di gestione di microeconomia che crea sviluppo. Bisogna partire dall’identità del territorio per generare idee che guardino al futuro”.

Emanuela De Vita

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