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Terre di relazioni: PTRI e Rei, a Castelpoto


Attivare processi generativi, attraverso misure già esistenti quali Percorsi Terapeutici Riabilitativi Individualizzati e Reddito di Inclusione Sociale, per diventare comunità a esclusione zero: se ne è discusso questa mattina a Castelpoto, Comune #Welcome della Rete Caritas-Consorzio “Sale della Terra” nella tavola rotonda “Terre di relazioni: PTRI e Rei”, della seconda giornata di “PortidiTerra”. Significativa, in questo senso, è stata l’“incursione” recitativa degli attori della Cooperativa “Imaginaria” di Claudio D’Agostino, che hanno rappresentato brani frutto del laboratorio creativo che in questi mesi hanno tenuto nello Sprar di Castelpoto.

Il dibattito, che è stato moderato e animato dalla giornalista di “Vita” Sara De Carli, è stato introdotto dai saluti del sindaco di Castelpoto Vito Fusco che ha affermato: “Non vogliamo fermarci alla semplice accoglienza, vogliamo andare oltre, per abbracciare il tema del welcome a tutto tondo e diventare un comune a esclusione zero”, e del Direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Benevento don Sergio Rossetti.

L’Assessore alle Politiche Sociali e Istruzione della Regione Campania Lucia Fortini, ha difeso l’operato della Regione nel non arretrare di un passo, nonostante il debito economico, nelle politiche sociali: “Abbiamo messo risorse – ha detto la Fortini - abbiamo indicato qual è la strada. Ma le politiche sociali si muovono sulle gambe di persone che devono essere formate e per questo è importante mettersi insieme per creare procedure che continuino”. L’Assessore Fortini ha poi sottolineato l’importanza di misure quali Ptri e Rei, che hanno il comune denominatore di mettere al centro la persona, per restituirgli un futuro, un progetto con un processo di accompagnamento della persona nel rinserimento nella società.

Nunzia De Capite, sociologa di Caritas Italiana, ha illustrato la portata rivoluzionaria del Reddito di Inclusione che coniuga il contributo economico all’ attivazione di servizio alla persona. “Avere una misura nazionale è fondamentale in un Paese diversificato come l’Italia, è la base per costruire un percorso di miglioramento, anche a livello locale. In Italia ci sono più di 5 milioni di persone in povertà assoluta, è un processo lungo e non è un processo magico. La priorità è garantire le risorse per sostenere la realizzazione dei processi personalizzati e rendere uniforme la distribuzione territoriale dei punti di accesso del Rei”.

Per Luca Pacini, Capo Dipartimento “Welfare e Immigrazione” ANCI e Direttore Fondazione CIttalia, “Il Rei ha un pregio: alla base c’è un’idea di welfare diversa, non di un welfare riparatore ma di un welfare di sviluppo”.

“Qui si fa una cosa più importante della solidarietà – ha aggiunto- che è la battaglia per il diritto, che è una battaglia per tutti.”.

“Voi, ‘L’Italia che non ti aspetti’ come si intitola il testo di Gabriella Giorgione, Angelo Moretti e don Nicola De Blasio presentato ieri, siete una boccata d’ossigeno, siete il dono che attiva risorse e crea superaddittività, la tribù dell’uno più uno fa tre. – così il professore Leonardo Becchetti, ordinario nell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. - Qui sapete cosa sono la generatività e le relazioni. Dobbiamo salire la china – ha affermato - sull’organizzazione sociale e politica. Dobbiamo avere il coraggio di creare imprese che siano degli ibridi, come accade qui con il ‘Sale della Terra’, imprese di incontro tra profit e no profit per creare valore economico e valore sociale in maniera sostenibile. Abbiamo bisogno di enzimi sul territorio che facciano comunicazione e formazione sul territorio. Next – ha concluso il professore Becchetti – è un’esperienza dei laboratori per scoprire gli Olivetti di oggi, vogliamo mettere insieme le persone generative, metterle in rete”.

All’incontro “Terre di relazioni: PTRI e REI” la testimonianza della dirigente dell’IC “Padre Isaia Columbro” di Foglianise, Pasqualina Luciano, che ha raccontato la sua esperienza di piccola scuola in rete con altre piccole scuole e dell’esperienza di accoglienza da quando sono arrivati i bambini dello Sprar, grazie a cui si è potuta riattivare la Sezione Primavera della scuola: “Io dico- ha affermato la dirigente Luciano- che non si devono integrare, perché le differenze e il loro incontro sono una ricchezza, soprattutto in un piccoli centri come quelli della nostra provincia”.

La tavola rotonda si è conclusa con la testimonianza del prof. Angelo Righetti, presidente di Res.Int, che ha raccontato della vera e propria guerra, soprattutto con la medicina convenzionata, che si è dovuta fare per arrivare ai Percorsi Terapeutici Riabilitativi Individualizzati, che riaffermano il diritto della persona e la sua dignità, restituendogli una dimensione nella società.

Emanuela De Vita

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