Il commento del direttore

Tempo di bilanci, alcuni chiarimenti e una richiesta

A poco meno dal raggiungimento delle 160mila pagine lette e dei 40mila lettori in circa 15 mesi, abbiamo di che essere soddisfatti di quanto compiuto, pur tuttavia, occorrerà apportare delle correzioni alla rotta del nostro viaggio. Ne siamo consapevoli, e d'ora in poi vorremmo che lo fossero anche i nostri parrocchiani. Il giornale è infatti il loro organo ufficiale prima di tutto, non una proprietà esclusiva del sottoscritto, banalissimo prestatore d'opera.

Amareggiato per quanto dettomi da più di qualcuno - per uno che parla, si sa, ce ne sono molti altri che lo pensano - in maniera improvvida e per niente veritiera, secondo cui pubblicherei materiale degli amici, ritenendo inoltre non degno di pubblicazione quanto giunto in redazione a proposito del presepe vivente e privilegiando invece l'articolo sul presepe napoletano, e ancora, gestendo il portale secondo i miei capricci e via di questo passo, mi trovo ora costretto a specificare quanto appresso.

Tutti coloro i quali fanno giungere articoli in redazione, e non a me, sono da considerarsi amici della nostra testata giornalistica, in specie in un momento in cui le collaborazioni, compresi questi che si vanno lamentando, latitano.
Al momento in cui scrivo, solo il testo relativo al presepe vivente è pervenuto in redazione e stiamo attendendo di ottenere le foto per dar corso alla pubblicazione.
La gestione del portale avviene, come tutti sanno, ma qualcuno evidentemente fa finta di essersi distratto un po', di concerto tra la proprietà e la direzione. Tutto il resto fa parte della più bieca macchina della maldicenza.

Concludendo, non è per capriccio se vado da un anno e mezzo oramai ripetendo che i testi dei report debbono pervenire esclusivamente in formato word così come le foto in formato jpg ed essere inviati all'indirizzo ben noto della redazione del nostro giornale e non al mio.
Quanto sopra tenendo anche conto del fatto che, dopo il lungo periodo di aspettativa da me richiesto e ottenuto, da lunedì 11 gennaio 2016 motivi professionali mi impegneranno al policlinico di Napoli con orari e carichi di lavoro a dir poco inconciliabili per potermi continuare a dedicare come fatto fino ad oggi a "Voce Amica".

Pertanto se viene meno la comprensione e la collaborazione da parte di chi più mi sta vicino in parrocchia, complicandomi anziché favorendomi nella cura del portale che ci è costato fino ad oggi un dispendio in termini di monte ore notevole, soccomberemo impietosamente vanificando tutti gli sforzi compiuti per ottenere i risultati raggiunti. E questo sarebbe veramente un peccato, un voler gettare alle ortiche il tutto in maniera sconsiderata.

Giancarlo Scaramuzzo

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