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Statuto Confraternita SS. Sacramento




Approvazione Statuto Confraternite dell'Arcidiocesi

' È davvero una grande gioia poter offrire finalmente alle Confraternite della Nostra Arcidiocesi lo Statuto rin¬novato ed attentamente adeguato alla nuova legislazione della Chiesa, che trova sempre nel Codice dì Diritto Ca¬nonico il suo ideale punto di riferimento.
* Nell'Anno Pastorale 2oo2 - 2003 Noi, attraverso il ministero e l'opera preziosa del Nostro Cancelliere Arci¬vescovile, mons. Antonio Raviele, che ringraziarno, abbia¬mo rivisitato attentamente tutte le Confraternite dell'Arcidiocesi, mediante una verifica puntuale e conforme alle vigenti disposizioni di legge.
* Di modo che, abbiamo soppresso circa un centinaio di Confraternite, di fatto estinte e non più operanti, preoccupandoci di dare nuovo vigore alle altre, circa qua¬ranta, per le quali abbiamo richiesto ed attivato la Per¬sona Giuridica, così come più volte Ci ha raccomandato la Conferenza Episcopale Italiana.
* Con il presente documento, recante la firma del Can¬celliere Arcivescovile ed il Nostro sigillo episcopale, in forza dell'autorità che Ci viene da Cristo stesso e dalla Santa Madre Chiesa, conformemente alle vigenti dispo¬sizioni del Codice di Diritto Canonico, nonostante qua¬lunque altra disposizione contraria, "coram Domino",


APPROVIAMO DEFINITIVAMENTE IL NUOVO STATUTO
PER LE CONFRATERNITE DELL'ARCIDIOCESI,
allegato al presente Decreto, composto da 94 Articoli, divisi in 9 Capitoli, che porterà in ogni pagina la sigla ed il sigillo del Cancelliere Arcivescovile.
* Lo Statuto nuovo ha lo scopo di verificare "quotidie" la vitalità e la ministerialità di ciascuna Confraternita che, quale Associazione Pubblica di Fedeli, finalizzata al culto e alla carità, vive e cresce nella Chiesa locale come piccola porzione del popolo di Dio, perseguendo finalità ecclesia¬li alte ed obiettivi apostolici.
* Auspichiamo che il presente Statuto favorisca la cresci¬ta spirituale di ciascuna Confraternita, promovendo lo zelo e la formazione spirituale dei singoli Membri.
* Al Cancelliere Arcivescovile affidiamo l'onere di con¬segnare in Nostra vece a ciascun pio Sodalizio ufficial¬mente il presente Statuto, che andrà in vigore defini¬tivamente a partire dalla prossima solennità di Pasqua, l'il aprile 2004.
: Invocando la Vergine Maria, Mediatrice di tutte le grazie e Aiuto del popolo cristiano, ed i Nostri celesti Patroni, i Santi Bartolomeo, Gennaro e Barbato, non¬ché San Pio da Pietrelcina, assicuriamo la Nostra più affettuosa e cordiale Benedizione. Amen ! Alleluia !

* Benevento, dal Palazzo Arcivescovile il giovedì 19 febbraio dell'Anno del Signore 2004, Festa di San Barbato Vescovo e Patrono Secondario dell'Arcidiocesi, Anno Benedettiano Diocesano, XIII del Nostro Episcopato Beneventano.
Il Cancelliere
(sac. Antonio Raviele ) Serafino Sprovieri
Arcivescovo Metropolita



- CAPITOLO 1°
-LA COSTITUZIONE
ARTICOLO 1
LE CONFRATERNITE
Sono costituite nell’Arcidiocesi di Benevento le diverse Confraternite approvate dall'Ordinario Diocesano, che si qualificano come Associazioni Pubbliche di Fedeli, a norma dei cann. 312, § 3 - 315 del Codice di Diritto Canonico.

ARTICOLO 2
IL TITOLO
Ogni Confraternita trae la sua denominazione dal titolo legittimamente approvato, che la contraddistingue.

ARTICOLO 3
IL PATROCINIO
La Confraternita è posta o sotto il patrocinio della Vergi¬ne Maria con il titolo di venerazione a cui si riferisce o altro titolo che fa riferimento alla SS. Trinità o alla vene¬razione dei Santi, e del Beato Pier Giorgio Frassati, che il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha proclamato Patro¬no delle Confraternite delle Diocesi d'Italia, con Decre¬to della Congregazione per il Culto Divino e la Discipli¬na dei Sacramenti in data 8 giugno 1990.

ARTICOLO 4
L'ELEZIONE
L'elezione della Confraternita viene confermata a norma dei Canoni 301 e 304 ed ha Personalità Giuridica Canonica a norma de! canone 313 del Codice di Diritto Canonico

ARTICOLO 5
LA PERSONALITÀ
La Confraternita gode della Personalità Giuridica nell'Or¬dinamento dello Stato Italiano con Regio Decreto, quelle di antica istituzione, e con Decreto del Ministero dell'In¬terno, quelle costituite dopo il 1946, e perciò si qualifica come Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto a norma della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 4. E iscritta nel Registro delle Persone Giuridiche della Pre¬fettura di appartenenza ed ha Codice Fiscale proprio.


ARTICOLO 6
Lo STATUTO
La Confraternita, in applicazione del Codice di Diritto Canonico, è retta a norma del presente Statuto, approva¬to da mons. Serafino Sprovieri, Arcivescovo Metropolita di Benevento, in data 19 febbraio 2004, festa di San Barbato Vescovo, Patrono Secondario dell'Arcidiocesi.

ARTICOLO 7
Solo l'Arcivescovo Metropolita di Benevento può dispen¬sare o derogare, a norma del can. 85, a quanto stabilisco¬no gli articoli del presente Statuto, in parte o completa¬mente.

- CAPITOLO 2° -
DENOMINAZIONE E SCOPO
ARTICOLO 8
La Confraternita è un'Associazione Pubblica di battezzati, uomini e donne, retta in conformità ai cann. 312-320 del Codice di Diritto Canonico, nonché secondo gli articoli del presente Statuto.

ARTICOLO 9
La Legislazione Civile considera le Confraternite "Asso¬ciazioni di Fedeli", a scopo religioso o come pubbliche istituzioni di assistenza e beneficenza; infatti il fine prima¬rio costitutivo ed essenziale delle Confraternite è esclusi¬vamente, o almeno prevalentemente, di religione e di cul¬to, nonché di
promozione delle opere di pietà e di mise¬ricordia cristiana, a norma del canone 298 di Diritto Ca-nonico.

ARTICOLO 10
La Confraternita cura la dignità del culto e l'animazione delle celebrazioni liturgiche nella Chiesa del Santuario e nella Chiesa Parrocchiale, in collaborazione con il Parro¬co. Promuove nel nuovo spirito del volontariato, la soli¬darietà umana e cristiana con iniziative socio-caritative, sempre in collaborazione con il volontariato parrocchiale, specie la Caritas.


ARTICOLO 11
La Confraternita si impegna ad evitare ogni atteggiamen¬to di estraneità alla vita parrocchiale o di alternativa ad essa; al contrario deve partecipare attivamente e in spirito di collaborazione alla vita della Parrocchia ed alle sue ini¬ziative.
a) Deve collaborare con il Consiglio Pastorale Parroc¬chiale e con le altre Confraternite e Associazioni Re¬ligiose locali e diocesane nelle iniziative di apostolato.
b) Deve sostenere la Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia "Fratres in Unum" in
Roma.

ARTICOLO 12
La Confraternita deve sempre interpellare il Parroco o il Padre Spirituale prima di prendere una decisione circa la vita di culto e la formazione dei membri.

ARTICOLO 13
Fine Primario, specifico e distintivo della Confraternita è la salvaguardia e l'incremento della Fede e della Morale Cristiana, del Culto Eucaristico e Mariano, uniformandosi prontamente e strettamente alle indicazioni dell'Ordina¬rio Diocesano. Questa finalità va salvaguardata anche con l'amministrazione del patrimonio e la custodia della Cap¬pella o Santuario o Chiesa o Oratorio in cui essa ha sede.

ARTICOLO 14
La Confraternita potrà svolgere qualsiasi attività, anche di¬versa da quella di Religione e di Culto nel rispetto della Legge Canonica e Civile, ed in particolare dell' art. 15 del¬la legge 20 maggio 1985, numero 222, e dell'are. 8 del D.P.R. 13 febbraio 1987 n. 33, sempre nello spirito della carità cristiana, del servizio dei fedeli e per la realizzazione di quanto ad essa verrà affidato di volta in volta dall'Ordi-nario Diocesano.
L'esercizio di altre attività, comunque, non rappresenta, ne potrà mai rappresentare lo scopo primario, unico o preva¬lente della Confraternita, ma anzi deve considerarsi solo come mezzo sussidiario al raggiungimento delle finalità pri¬marie, proprie e distintive della Confraternita (culto e so¬lidarietà).



- CAPITOLO 3°
I CONFRATELLI E LE CONSORELLE

ARTICOLO 15

L'adesione alla Con fraternità deve essere considerata im¬pegno serio e pubblico di vita cristiana. Sia per tanto una scelta pienamente libera e consapevo¬le e non sia mossa da interessi puramente umani, o peg¬gio ancora economici, ma da genuine motivazioni reli¬giose.

ARTICOLO 16
REQUISITI
Requisiti indispensabili per l'ammissione valida di nuovi iscritti alla Confraternita è che:
a) uomini e donne abbiano almeno compiuto i 14 anni di età ed abbiano ricevuto il Sacramento del¬la Cresima;
b) abbiano dato in precedenza testimonianza di vita cristiana col compimento dei propri doveri religiosi;
c) godano buona stima religiosa, morale e civile nella Comunità;
d) praticano una esemplare vita cristiana in unione con la Gerarchia Ecclesiastica;
e) siano disposti a compiere esperienza comunitaria di Fede;
f) accettino il presente Statuto e l'eventuale Regola¬mento senza alcuna eccezione.

ARTICOLO 17
DOMANDA DI AMMISSIONE
La domanda di ammissione con l'indicazione del proprio indirizzo deve essere: 1) presentata dall'interessato o dal¬la interessata in iscritto al Priore; 2) corredata da una autocertificazione in cui si evidenzia: la data di nascita, il Battesimo e la Cresima e che non vi siano ostacoli sotto il profilo religioso, morale e sociale, come anche che non si abbia subito condanne penali.
Per i minorenni, che non hanno ancora compiuto i 18 anni di età, la domanda di ammissione deve essere firma¬ta anche dal padre o dalla madre o da chi ne fa le veci.

ARTICOLO 18
Le domande di ammissione, previo parere favorevole del Padre Spirituale, saranno esaminate dal Consiglio, che si pronuncerà sull'ammissione con votazione a mag¬gioranza assoluta.
Contro il rigetto della domanda è ammesso il ricorso al¬l'Ordinario Diocesano.

ARTICOLO 19
IMPEDIMENTI
Non possono essere accettati nella Confraternita colo¬ro che:
a) abbiano pubblicamente abbandonato la fede cattoli¬ca (adesione ai Testimoni di Geova, ai Protestanti, etc.) o si siano allontanati dalla comunione ecclesiale o siano incorsi nella censura della scomunica (can. 316, §1) e permangono in tale stato;
b) vivano in situazione coniugale irregolare (matrimo¬nio civile, divorzio, libera convivenza,
adulterio no¬torio, etc.};
c) siano stati coinvolti in fenomeni eversivi della socie¬tà (mafia camorra etc.) e, comunque,
perseguiti per attività criminose;
d) siano impegnati in associazioni o partiti ispirati ad ideologie incompatibili con la Dottrina
Cattolica.
ARTICOLO 20
ACCETT AZIONE
Dopo l'accettazione, il Priore informerà per iscritto il can¬didato o la candidata, i quali prima dell'accettazione defi¬nitiva dovranno compiere un periodo di formazione che durerà almeno un anno.
Il Padre Spirituale ed il Maestro degli Aspiranti cureran¬no la formazione catechetica, liturgica e di servizio nella carità dei Candidati.

ARTICOLO 21
FORMAZIONE
Ci saranno incontri periodici stabiliti di comune accordo dal Padre Spirituale e dal Maestro per la formazione degli Aspiranti. In apposito registro si dovranno annotare le date degli incontri, i presenti e gli argomenti.

ARTICOLO 22
Gli incontri formativi degli Aspiranti ed anche dei Fratel¬li e Sorelle potranno essere organizzati in modo unitario per tutte le Confraternite delle Parrocchie vicine o della stessa Zona Pastorale, salvo la possibilità di tenere incon¬tri specifici nell'ambito delle singole Confraternite.

ARTICOLO 23
Al termine del periodo di formazione non sarà ammesso alla Professione chi si è assentato ad un terzo degli in¬contri formativi, per qualunque motivo o che abbia avu¬to il veto del Padre Spirituale o del Maestro degli Aspi¬ranti.
ARTICOLO 24
PROFESSIONE
La Cerimonia della Professione dei Confratelli e delle Consorelle potrà celebrarsi in una festa mariana o nel festa del titolare della Confraternita o nella ricorrenza del Patrono delle Confraternite d'Italia il "beato Pier Gior¬gio Frassati", in data 20 maggio, con apposito rituale, approvato dall'Ordinario Diocesano.

- CAPITOLO 4°
-DIRITTI E DOVERI DEI MEMBRI

ARTICOLO 25
Ogni Confratello al momento della Professione, deve pos¬sedere i segni della Confraternita, il cui uso è obbligato¬rio per tutti, come da consuetudine e da Regolamento approvato.

ARTICOLO 26
E espressamente proibito nelle funzioni liturgiche, di de¬vozione ed in ogni altra manifestazione di culto, farsi sosti¬tuire da estranei o far indossare i simboli della Confrater¬nita a non membri, pena un'ammonizione o una multa in danaro o anche l'espulsione dalla Confraternita. I segni di¬stintivi sono sempre di proprietà della Confraternita
.
ARTICOLO 27
Per realizzare le finalità proprie della Confraternita, i Con¬fratelli e le Consorelle sono tenuti a:
a) frequentare l'incontro mensile di Catechesi, da tener¬si per tutto l'anno, ad eccezione dei mesi da
giugno a settembre;
b) testimoniare una vita religiosa con la partecipazione assidua alla S. Messa nelle Domeniche e nei Giorni Festivi, e la frequenza ai Sacramenti della Penitenza e dell'Eucarestia, almeno tre volte all'anno;
c) partecipare alle Processioni di obbligo;
d) visitare e soccorrete spiritualmente e, in caso di ne¬cessità anche materialmente, i Confratelli e le
Con¬sorelle ammalati o degenti, in casa o in ospedale, anziani o soli;
e) collaborare con l'Arcivescovo, il Parroco, il Padre Spi¬rituale alla realizzazione dei piani di azione
pastorale dell'Arcidiocesi e della Parrocchia;
f) zelare il culto proprio della Confraternita.

ARTICOLO 29
All'atro dell'accettazione definitiva i Confratelli e le Consorelle sono tenuti a versare un contributo straordi¬nario in denaro, rapportato all'età, alle condizioni di salu¬te, alle proprie condizioni economiche.

ARTICOLO 30
I Confratelli e le Consorelle sono tenuti a versare un contributo annuale, uguale per tutti. È in facoltà di ognu¬no versare libere elargizioni.
a) La carità personale deve essere sempre alimenta¬ta da ciascun membro della Confraternita e rite¬nuta un'opera di ascesi cristiana necessaria, da non eludere in alcun modo.
b) La Confraternita deve promuovere al suo interno in collaborazione con la Parrocchia, le Giornate: Mis¬sionaria Mondiale, per il Seminario e per i Luoghi Santi.
I Fratelli e le Sorelle infermi o di precarie condizioni economiche, con il consenso del Padre Spirituale, saran¬no dispensati dal Priore a pagare il contributo annuale.

ARTICOLO 31
I MEMBRI
Godono della voce attiva e passiva i Confratelli e le Con¬sorelle che:
a) abbiano compiuto il 18° anno di età;
b) abbiano effettuato il periodo di prova e fatto la Pro¬fessione;
c) siano legittimati a rimanere nella Confraternita;
d) siano in regola con l’amministrazione

CAPITOLO 5° -
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
ARTICOLO 32
II Confratello inosservante dei propri doveri, o che si sia allontanato dalla comunione della Chiesa, o che sia causa di disturbo, o intralcio nella vita della Confraternita, o che sì sia reso moroso, incorre nella sospensione e anche nell'espulsione, se questa si rende necessaria. La decisione di sospensione e di espulsione spetta al Con¬siglio della Confraternita. Resta salvo il diritto di ricorre¬re all'Autorità Ecclesiastica competente secondo il dettato del canone 316 del Codice dì Diritto Canonico entro il termine dì gg. 40 dalla comunicazione del provvedimen¬to.
L'espulso non può più appartenere alla Confraternita, se non con un atto positivo dell'Arcivescovo, che dovrà ascoltare il parere del Padre Spirituale e del Priore.

ARTICOLO 33
L'Ordinario Diocesano può sospendere o espellere un Confratello o una Consorella anche per una giusta causa non prevista espressamente dal presente Statuto o non chiaramente determinata.

ARTICOLO 34
L'Ordinario Diocesano ha anche la facoltà di sospendere l'attuazione del provvedimento di espulsione proposto dal Consiglio, richiedendo allo stesso di riesaminare il caso secondo le indicazioni che riterrà dì dare per la composi¬zione in via bonaria (can. 1446, §1).


- CAPITOLO 6° -
ORGANI SOCIALI
ARTICOLO 35

Sono Organi della Confraternita:
a) L'Assemblea;
b) II Consiglio;
c) II Collegio dei Revisori dei conti.

ARTICOLO 36

L'ASSEMBLEA
E costituita da tutti i Confratelli che abbiano compiuto il Noviziato e fatta la Professione. Essa ha poteri relativi alla vita della Confraternita a norma del presente Statu¬to e dei cann. 119 e 315.

ARTICOLO 37
L'Assemblea:
a) elegge i membri del Consiglio in numero di alme¬no cinque membri, tra cui il Consiglio eleggerà poi il Vice Priore ed il Primo Assistente; nomina sempre con votazione il Tesoriere e due membri del Collegio dei Revisori dei conti;
b) approva il Bilancio consuntivo entro il mese di marzo e preventivo entro il mese di novembre;
c) approva il Regolamento interno della Confraternita;
d) autorizza il Consiglio, avuto il parere dell'Ordinario, a compiere atti di Amministrazione
Straordinaria.

ARTICOLO 38
La convocazione dell'Assemblea viene fatta dal Priore a mezzo di lettera, da recapitarsi almeno otto giorni prima di quello fissato per l'Assemblea, o a mezzo di affissione di avviso all'Albo Parrocchiale, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l'Assemblea, o con altri mezzi di pubblicità, approvati dall'Ordinario, "ad validitatem". Non può opporre ricorso contro la convocazione il Confratello che non rende noto al Segretario l'eventuale variazione del suo indirizzo.
Le .Assemblee elettorali sono sempre presiedute dall'Ordi¬nario Diocesano o da un suo Delegato.

ARTICOLO 39
Le deliberazioni si adottano a maggioranza semplice e sa¬ranno valide se interverrà almeno la metà più uno dei Confratelli aventi diritto al voto. In assenza del numero legale l'Assemblea può riunirsi in seconda convocazione e potrà validamente deliberare a maggioranza assolata qualunque sia il numero degli intervenuti. Lo stesso vale per le Assemblee Elettorali.


ARTICOLO 40
Ogni deliberazione presa su argomenti non previsti nel¬l'ordine del giorno è nulla, a meno che la maggioranza dei Confratelli aventi diritto al voto non è presente all'in¬contro.
Inoltre è necessario che la maggioranza assoluta dei pre¬senti in questo caso ammetta l'argomento all'ordine del giorno mediante votazione preventiva. Tale votazione può essere fatta per alzata di mano pubblicamente o per voto segreto, se lo richiede un terzo dei presenti aventi diritto al voto.

CAPITOLO 7° -
IL CONSIGLIO
ARTICOLO 41
II Consiglio è composto dal Priore, dal Padre Spirituale, dal Segretario, da due Consiglieri (Vice Priore e 1° Assi¬stente), da almeno altri tre Consiglieri, che potranno ave¬re deleghe particolari, dall'Economo (o Cassiere), dal Te¬soriere e dal Maestro degli Aspiranti.

ARTICOLO 42
IL PRIORE
Il Priore è il Moderatore della Confraternita, a norma
del cari. 318 § 2, egli:
a) è eletto dall'Assemblea dei Confratelli e nomina¬to dall'Ordinario Diocesano;
b) rappresenta la Confraternita;
c) ha la Legale Rappresentanza della Confraternita in tutti i negozi giuridici;
d) convoca il Consiglio e l'Assemblea, ne presiede le riunioni ordinarie e, ad eccezione dell'Assem-blea
Elettorale, ne fissa l'ordine del giorno;
e) coordina l'attività della Confraternita;
f) cura il perseguimento dei fini istituzionali;
g) mantiene i rapporti con l'Ordinario Diocesano.

ARTICOLO 43
II Priore, inoltre:
a) accoglie le domande di iscrizione e firma l'accettazione dei Confratelli e delle Consorelle, ascoltato sempre il Padre Spirituale, dandone comunicazione agli interessati;
b) adotta i provvedimenti disciplinari previsti dallo Sta¬tuto nei termini e nei modi previsti dallo Statuto.

ARTICOLO44
II Priore altresì:
a) è responsabile della custodia e conservazione dei beni mobili ed immobili del Confraternita;
b) procede alla stipula dei contratti, nell'ambito del¬l'amministrazione ordinaria, a firma congiunta del
Cassiere e del Segretario, sentito il Consiglio della Confraternita;
c) firma ogni mandato di pagamento e di riscossione insieme al Cassiere;
d) presenta all'approvazione del Consiglio entro il mese di febbraio il bilancio consuntivo, approvato dai
Re¬visori dei Conti e firmino dal Cassiere, a norma dei canoni 319 e 1287, §1; sottoponendolo poi
entro il mese di marzo al giudizio dell'Ordinario Diocesano.

ARTICOLO 45
Per gli atti di straordinaria amministrazione, di cui all'art. 86, avuto il mandato dell'Assemblea deve informare il Consiglio Diocesano degli Affari Economici e munirsi dell'autorizzazione dell'Ordinario Diocesano.
a) Di tutti gli atti per i quali è prevista l'autorizzazio¬ne dell'Ordinario Diocesano, se compiuti senza di essa, rie risponde in proprio conto e danno.
b) La stessa normativa vale anche per il Commissario.

ARTICOLO 46
Nel caso di organizzazione dì Feste esterne, civili e reli¬giose, o per altre ricorrenze, assume la responsabilità della osservanza delle vigenti norme ecclesiastiche in materia dì festeggiamenti, unitamente al Padre Spirituale. Se il Padre Spirituale e una persona distinta dal Parroco, que¬sti, cioè il Parroco, deve essere informato dettagliatamente dei festeggiamenti e deve approvarli con atto formale e positivo.

ARTICOLO 47
IL PADRE SPIRITUALE
II Padre Spirituale è nominato direttamente dall'Ordi¬nario Diocesano (can. 317, § 1). Quando questo non av¬viene, di regola è lo stesso Rettore o Parroco della sede della Confraternita. Rimane in carica finché non viene sostituito da chi lo ha nominato.

ARTICOLO 48
Il Padre Spirituale da parte sua si impegna ad avere sti¬ma della Confraternita, a dare importanza ai valori tra¬dizionali di cui è portatrice, ad aiutarla a crescere nella fedeltà all'identità cristiana. Si dedicherà in modo parti¬colare alla formazione dei Confratelli e delle Consorelle chiedendo ed apprezzandone la collaborazione.

ARTICOLO 49
Nella Confraternita il Padre Spirituale rappresenta l'Au¬torità Ecclesiastica ed è il segno della riconosciuta ecclesialità del sodalizio. Egli perciò ha il diritto-dovere di:
a) essere a conoscenza degli argomenti da trattare dal Consiglio e all'Assemblea;
b) sottoscrivere il verbale delle adunanze;
c) esprimere il suo voto per l'ammissione alla Pro¬fessione;
d) presiedere alle riunioni con il pensiero spirituale;
e) porre il visto sulle liste per le elezioni presentate all'Ordinario, sulle deliberazioni
legittimamente adottate, sulle relazioni del Bilancio consuntivo e preventivo;
f) intervenire come punto di riferimento ed equili¬brato nelle eventuali liti che possono sorgere
nello ambito della stessa Confraternita.

ARTICOLO 50
In quanto responsabile specifico dell'animazione spiritua¬le della Confraternita, è compito proprio del Padre Spi¬rituale di:
a) svolgere il corso di Catechesi annuale con program¬ma organico e l'ausilio di testi e sussidi didattici
ag¬giornati;
b) tenere gli incontri formativi degli Aspiranti;
c) educare alla Preghiera personale e comunitaria e promuovere la formazione al servizio liturgico e ai
Ministeri Istituiti;
d) indirizzare i Confratelli alla testimonianza della Carità in forme adeguate ai tempi e ai luoghi;
e) curare l'adempimento dei suffragi per i Confratelli defunti e i legati della Confraternita, a norma del¬le
vigenti leggi canoniche.

ARTICOLO 51
IL Padre Spirituale, se Parroco, è Presidente dell'apposito Comitato costituito in seno alla organizzazione dei festeg¬giamenti civili e religiosi in onore del Santo Patrono o per altre ricorrenze ed, insieme al Priore, è responsabile di ogni attività promossa durante i festeggiamenti in con¬formità alla disposizioni emanate dall'Ordinario Diocesano.

ARTICOLO 52
La Confraternita può avere una Chiesa propria, annessa alla Chiesa Parrocchiale, ed in essa è tassativamente proi¬bito svolgere funzioni religiose negli stessi orari in cui vengono svolte nella Chiesa Parrocchiale. I Confratelli devono partecipare a tutte le funzioni reli¬giose previste nella Chiesa Parrocchiale, specie nel Triduo della Settimana Santa, nella Santa Notte di Natale e se¬condo acclarata consuetudine in tutte le atre ricorrenze.

ARTICOLO 53
Se il Padre Spirituale è una persona diversa dal Parroco o dal Rettore della Chiesa in cui ha sede la Confraternita, ha diritto ad una gratifica annuale, adeguata e dignitosa, stabilita dal Consiglio, dì intesa con l'Ordinario. Annualmente il bilancio della Confraternita deve preve¬dere una somma adeguata da utilizzare per la carità o per la ristrutturazione o il restauro o l'adeguamento delle strut-ture della Chiesa dove ha sede la Confraternita.

ARTICOLO 54
I REVISORI DEI CONTI
I Revisori dei Conti sono in numero di tre dì cui due vengono eletti dall'Assemblea ed uno viene nominato dal Priore, con funzioni di Presidente.

ARTICOLO 55
IL SEGRETARIO
E nominato dal Priore ed è preposto all'assolvimento do¬cumentale per quanto riguarda gli aspetti amministrativi della gestione della Confraternita.

ARTICOLO 56
Il SEGRETARIO:
a) prepara gli atti dell'Assemblea Generale dei Confra¬telli e del Consiglio Direttivo;
b) collabora con il Consiglio Direttivo nello svolgimen¬to delle sedute degli organi decisionali;
c) registra le assenze dei Confratelli nelle adunanze, riferendo al Consiglio Direttivo;
d) redige, sottoscrive e conserva i relativi verbali, dan¬done lettura ad ogni riunione;
e) aggiorna i Registri obbligatori dei Confratelli, dei Verbali e le altre Scritture;
f) compila l'Elenco dei Confratelli e Consorelle aventi diritto al voto in occasione della rinnovazione
delle cariche;
g) cura con sollecitudine la corrispondenza;
h) conserva scrupolosamente l'Archivio della Confra¬ternita.

ARTICOLO 57
L'ECONOMO
E nominato dal Priore ed è preposto all'assolvimento del¬l'obbligo documentale per quanto riguarda gli aspetti con¬tabili della gestione della Confraternita.

ARTICOLO 58
L'ECONOMO:
a) cura la contabilità della Confraternita;
b) provvede alla riscossione delle offerte ed ai paga¬menti;
c) deposita presso uno o più Istituti di credito le som¬me di denaro della Confraternita, con eccezione di
quanto necessario alle piccole esigenze di cassa;
d) conserva il denaro liquido in cassa;
e) redige e trascrive negli appositi Registri obbligatoti i bilanci preventivi, i conti consuntivi e gli
inventari
f) custodisce i Registri obbligatoti della contabilità e di amministrazione in genere, conservandone
scrupolosamente la relativa documentazione giusti¬ficativa;
g) annota la soddisfazione dei Legati pii e degli altri oneri di culto;
h) versa agli Organismi cui la Confraternita aderisce le quote stabilite;
i) aggiorna l'elenco dei morosi; j) rende il conto di cassa ogni anno ai Confratelli.

ARTICOLO 59
IL TESORIERE
IL Tesoriere, eletto dall'Assemblea della Confraternita, ha il campito di predisporre la custodia degli "ex-voto", di un certo valore e pregio artistico, ed ogni altro oggetto prezioso, comunque pervenuti alla Confraternita. Conserva gli altri beni mobili della Confraternita (vasi sacri etc.) e l'inventario aggiornato di quanto gli è stato affidato.

ARTICOLO 60
IL MAESTRO DEGLI ASPIRANTI

II Maestro degli Aspiranti è nominato dal Padre Spirituale.
a) È il primo collaboratore del Padre Spirituale nella formazione religiosa e liturgica dei Confratelli.
b) Deve eccellere per le sue virtù religiose ed umane, per esemplarità di vita, per la fedeltà ai doveri reli¬giosi
e per l'amore alla Confraternita.
c) Deve essere culturalmente preparato nella conoscen¬za della Confraternita.
d) Deve essere persona equilibrata e saggia.

ARTICOLO 61
E’ compito del Maestro degli Aspiranti:
a) fomentare in essi la devozione verso la "Madre del Signore";
b) spronarli alla preghiera personale e comunitaria;
c) esortarli ad una vita spirituale intensa, mediante la frequente partecipazione ai Sacramenti dell'Euca¬restia
e della Riconciliazione, specialmente nei Gior¬ni Festivi;
d) esortare a non disertare gli incontri formativi per tutto il periodo di formazione e, dopo, il corso
annuale di Catechesi;
e) coltivare la "devozione" al titolo proprio della Con¬fraternita.

ARTICOLO 62
ILMaestro degli Aspiranti dovrà conoscere i comporta¬menti morali degli Aspiranti.
A tale scopo parteciperà a tutti gli incontri formativi, per poter dialogare personalmente con essi e conoscerli me¬glio, esortandoli sempre ad una formazione cristiana ade¬guata, secondo gli insegnamenti del Magistero della Chie¬sa ed in linea con gli obiettivi della Confraternita.

ARTICOLO 63
Al termine del periodo di prova, il Maestro degli Aspiranti farà conoscere al Padre Spirituale e al Consiglio della Con¬fraternita il suo parere, esprimendo secondo coscienza il suo "nullaosta" o il suo veto per la Professione di ciascuno.

ARTICOLO 64
COMPITI DEGLI INCARICATI
Per l'assolvimento di specifici incarichi affidati dal Con¬siglio Direttivo si provvederà contestualmente a definir¬ne i relativi compiti come quello di Animatore liturgico e di Animatore della carità.

ARTICOLO 65
LA GRATUITÀ DEGLI UFFICI
L'assorbimento dei compiti esecutivi ed amministrativi da parte dei Confratelli chiamati a rivestire i vari uffici è prestato a titolo gratuito e in spirito dì servizio alla Con¬fraternita.
È previsto il solo rimborso dei costi effettivamente soste¬nuti e adeguatamente documentati.

ARTICOLO 66
ELEZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
La convocazione e le elezioni si terranno di regola nei mesi di novembre e dicembre, la data sarà fissata dal Priore, d'accordo con il Consiglio Direttivo. Se il Priore è inadempiente o impedito, la convocazione sarà fatta dal Vice Priore o da chi ne fa le veci.

ARTICOLO 67
Se in prima convocazione non e presente la metà più uno dei soci aventi diritto al voto, la convocazione è nulla e quindi non si può procedere alla discussione dell'ordine del giorno o alle elezioni.
La seconda convocazione, che avrà luogo entro otto gior¬ni, sarà valida qualunque sia il numero dei soci presenti.


ARTICOLO 68
IL COMMISSARIO
IL Commissario nominato dall'Ordinario Diocesano è una figura transeunte in quanto gestisce la Confraternita nel periodo in cui manca il Priore o questi è stato rimosso per una causa eccezionale.
Il Commissario viene designato dall'Ordinario Diocesano a norma del canone. 318, §1 se lo richiedono gravi moti¬vi, e non può essere in carica più di un anno. Se è trascorso l'anno e non è stato possibile eleggere il Priore, sarà designato obbligatoriamente un altro Com¬missario sempre dall'autorità ecclesiastica competente, e questi nel periodo di sci mesi dovrà provvedere ad eleg¬gere il Priore attraverso la convocazione del Consiglio e secondo le norme previste per le elezioni. Se non è stato possibile eleggere il Priore, sarà il Delega¬to Arcivescovile, sentito l'Assistente Spirituale, a nomi¬nare il nuovo Priore, che a sua volta, promuoverà le ele¬zioni per eleggere le altre cariche.

- CAPITOLO 8° -
ELEZIONI
ARTICOLO 69
Tutti i Confratelli e le Consorelle maggiorenni, regolar¬mente iscritti e non sospesi, sono eleggibili ed elettori.

ARTICOLO 70
DURATA DEL MANDATO
Non si può essere eletti alla stessa carica dopo due quin¬quenni consecutivi.
Eccezionalmente, in caso di impossibilità o di sostituzione con il consenso dell'Ordinario Diocesano si può inserire nelle liste elettorali chi già per due quinquenni consecuti¬vi ha occupato una carica, derogando al successivo art. 78. In questo caso, però, per la elezione non basterà la mag¬gioranza assoluta, ma sarà necessaria la maggioranza qua¬lificata degli aventi diritto al voto e presemi, cioè i due terzi.

ARTICOLO 71
La lista dei Candidati, proposta dal Consiglio Direttivo, sarà portata a conoscenza dei Soci mediante affissione o con altro mezzo di comunicazione di massa, contempora¬neamente all'avviso di convocazione. Ciò non toglie che l'Assemblea elettorale è libera di sce¬gliere anche un altro candidato non precedentemente approvato, purché non sia incorso in irregolarità come previsto dall'art. 31.

ARTICOLO 72
Le convocazioni elettive sono presiedute sempre dall'Or¬dinario Diocesano o da un suo Delegato a norma delle vigenti disposizioni di Diritto Canonico.
II Presidente del seggio elettorale ha il diritto di esami¬nare le liste dei candidati; può anche esercitare per gravi motivi il diritto di veto contro singoli candidati, ma non ha diritto di voto.

ARTICOLO 73
Prima di procedere alle elezioni si nomineranno due scrutatori che dinanzi al Presidente del seggio dovranno giurare di adempiere scrupolosamente il loro mandato. Questi due scrutatori dovranno essere scelti tra i più gio¬vani iscritti alla Confraternita e saranno sempre assistiti dal Segretario uscente.

ARTICOLO 74
Il voto dovrà essere libero, segreto e senza condizioni. Non è consentito votare per lettera, per procura, per al¬zata di mano, peggio ancora per acclamazione. Gli anal¬fabeti o gli impossibilitati a scrivere potranno farsi aiuta¬re da un Confratello o Consorella presente e votante e da essi prescelto, che però non sia candidato.

ARTICOLO 75
L'Assemblea Elettorale una volta approvata dall'Ordina¬rio Diocesano è valida qualunque sia il numero dei vo¬tanti.

ARTICOLO 76
Gli eletti dovranno ricevere conferma dall'Ordinario Diocesano a norma del can. 317 del Codice di Diritto Canonico e possono essere dimessi dallo stesso a norma del can. 318 § 2 del Codice di Diritto Canonico. Fino alla conferma, il Consiglio Direttivo uscente, conti¬nuerà interinalmente nella direzione e nell'amministra¬zione.

ARTICOLO 77
Nel caso in cui uno degli eletti dia le dimissioni, muoia o sìa dimesso dall'Ordinario Diocesano, si procederà alla sostituzione con il primo dei non eletti. Se si rende vacante l'ufficio di Priore, il suo Vice è ob¬bligato a darne comunicazione all'Ordinario Diocesano ed a concordare con Questi, entro sei mesi dalla vacan¬za, la convocazione dell'Assemblea Elettorale per la no¬mina del nuovo Priore.

ARTICOLO 78
Gli eletti dureranno in carica cinque anni, e dopo due quinquenni consecutivi non possono essere rieletti, se non con postulazione, come chiarito dall'art. 71-

- CAPITOLO 9° -
AMMINISTRAZIONE DEI BENI
ARTICOLO 79
II Patrimonio della Confraternita è costituito da beni mobili ed immobili, regolarmente inventariati, e da tutti gli altri beni che dovessero pervenire alla Confraternita a titolo oneroso o gratuito, per atti "intervivos o mortis cau¬sa", nonché da eventuali fondi di riserva costituiti con eccedenza di bilancio.

ARTICOLO 8O
La Confraternita trae i mezzi per l'attuazione delle pro¬prie finalità:
a) dalle rendite del proprio Patrimonio;
b) dalle quote iniziali, annuali ed associative;
e) da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l'attività sociale.

ARTICOLO 81
L'Anno Solare decorre sempre dal 1 gennaio sino al 31 dicembre, mentre l'Anno Pastorale secondo le indicazio¬ni dell'Ordinario Diocesano. L'Esercizio finanziario va ascritto nell'Anno Solare.

ARTICOLO 82
L'amministrazione dei beni della Confraternita spetta al Consiglio Direttivo, salvo il diritto di vigilanza dell'Ordi¬nario Diocesano e il suo potere di intervenire in caso di negligenza, secondo il disposto dei cann. 1276-1279 del Codice di Diritto Canonico.

ARTICOLO 83
Il Consiglio Direttivo per l'amministrazione dei beni:
a) osserva le disposizioni canoniche e civili;
b) tiene in ordine i libri delle entrate e delle uscite;
c) redige lo stato patrimoniale, il rendiconto ammini¬strativo al termine di ciascun anno, corredandoli
della relativa documentazione;
d) redige annualmente il preventivo ed il consuntivo delle entrate e delle uscite.

ARTICOLO 84
La Confraternita in quanto Persona Giuridica Pubblica è tenuta a contribuire secondo il disposto del can. 1263 alle necessità dell'Arcidiocesi in proporzione ai propri red¬diti, secondo le disposizioni approvate dalla C.E.I.; inol¬tre, non mancherà di sostenere iniziative a carattere par¬rocchiale e diocesano, secondo le eventuali direttive del¬l'Arcivescovo.




ARTICOLO 85
Nessuna deliberazione o atto amministrativo eccedente il limite dell'ordinaria amministrazione può essere ese¬guito senza la preventiva autorizzazione dell'Ordinario Diocesano, al quale deve essere richiesta dal Priore per il tramite degli Organi di Curia, che provvederanno al¬l'istruttoria della pratica.

ARTICOLO 86
Gli atti di straordinaria amministrazione sono i seguenti:
a) la locazione;
b) la vendita;
c) l'acquisto;
d) la perdita;
e) l'accettazione di legati SS. Messe.

- CAPITOLO 10°
-ESTINZIONE
ARTICOLO 87
ESTINZIONE
La conclusione della vita della Confraternita porrà avve¬nire, a norma del can. 326 del Codice di Diritto Cano¬nico, per:
a) cessazione dell'attività;
b) soppressione.

ARTICOLO 88
CESSAZIONE DELL'ATTIVITÀ
La cessazione dell'attività della Confraternita può avve¬nire per:
a) la mancanza dei soci;
b) l'inattività irreversibile della Confraternita;
c) quando la Confraternita non attua più le finalità per cui era nata, cioè il culto e la solidarietà.
In questi casi spetta sempre all'Ordinario Diocesano pren¬dere atto della conclusione della vita della Confraternita e adottare i provvedimenti al caso.

ARTICOLO 89
LA SOPPRESSIONE
E un atto esterno che viene esercitato dall'Ordinario in forza della sua giurisdizione sulle Associazioni, fondate non solo da lui, ma anche dai suoi Predecessori.

ARTICOLO 9O
UTILIZZAZIONE DEL PATRIMONIO RESIDUO
Il provvedimento di estinzione della Confraternita, co¬munque emanato dall'Ordinario Diocesano, determina anche i modi dell'utilizzazione del Patrimonio residuo e le modalità di trasferimento della proprietà attraverso la devoluzione, salvi i diritti acquisiti e la volontà degli of¬ferenti. Si seguirà sempre la norma dell'art. 20, Legge n. 222/85, in cui sì dice che il Ministero dell'Interno deve prendere atto e disporre un proprio Decreto per la cancellazione della Confraternita dal Registro delle Per¬sone Giuridiche.

ARTICOLO 91
I LIMITI DELLA DEVOLUZIONE
Nella considerazione, giuridicamente fondata come espo¬sto, che il Patrimonio e risorse della Confraternita sono stati costituiti per l'esclusivo raggiungimento delle finalità esplicitamente dichiarate, gli stessi non possono essere che devoluti a favore di altre Confraternite o di Associazioni Cattoliche di fedeli similari, o all'Ente Ecclesiastico sovraordinato, canonicamente e civilmente riconosciuto. –
CAPITOLO 11°
CONCLUSIONE
ARTICOLO 92
Per quanto non previsto dal presente Statuto ci si deve attenere scrupolosamente alle vigenti disposizioni ecclesiastiche e specialmente alle norme del Codice di Diritto Canonico.

ARTICOLO 93
Interpreta autorevolmente il presente Statuto l'Ordina¬rio Diocesano e per suo mandato il Cancelliere della Curia Arcivescovile, in quanto Notaio legittimamente co¬stituito.

ARTICOLO 94
L'auspicio è che il presente Statuto favorisca la maggior gloria di Dio e il bene dei fedeli cristiani che aderiscono alle Confraternite dell'Arcidiocesi, facendo crescere la Santa Chiesa di Dio. Amen ! Alleluia


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