Attualità

Smartphone dipendenti da ignorare chi ci circonda


A volte mi piacerebbe essere meno riflessiva e più superficiale in tutto. Ma è come una malattia. Non ci sono rimedi. Qualche mattina fa avevo accompagnato mia figlia alla stazione e attendevo che il suo treno partisse. Io guardavo mia figlia e lei guardava me. Nel frattempo era arrivata un'altra mamma con sua figlia. Anche lei attendeva che il treno partisse. Ma la figlia appena seduta mise letteralmente la testa sul telefonino probabilmente a chattare chissà con chi o a programmare musica e non si degnò nemmeno una volta di rivolgere il suo sguardo alla mamma, nemmeno quando il treno partì.

Quella donna mi fece tanta pena anche perché tossiva di continuo e forse non stava nemmeno bene ma aveva accompagnato ugualmente la figlia alle sei e mezzo di mattina. Le stavo quasi dicendo di andarsene tanto la figlia non se la sognava nemmeno. Poi preferii stare zitta. D'altronde non erano fatti miei. Ma la mia testa cominciò a pensare. A che punto siamo arrivati? La tecnologia ci rende sordi e ciechi? Quante volte si vedono coppie che invece di camminare mano nella mano o di chiacchierare tra loro sono immersi sui rispettivi cellulari persi in un mondo misterioso ed inesistente. Spesso nei ristoranti attorno ad un tavolo i presenti sono tutti presi dai telefonini e sono lì solo con il corpo ma la mente è altrove. Per inseguire fantasmi invisibili si ignorano coloro che ci circondano.

Crediamo di aver tanti amici ma invece siamo sempre più soli. Il male più grande di oggi è proprio la solitudine camuffata dai social. Si perde l'amico vicino per dar retta a spettri virtuali. Quella mamma era lì vicino al treno a guardare la figlia ma lei non la vedeva proprio. Quella donna era diventata invisibile. Non era niente. Forse un cane sarebbe stato più degno di uno sguardo o di una carezza. Mamma e figlia erano due esseri soli. Che pena. So che è un processo irreversibile e che non si può più tornare indietro. Ma diamoci da fare per non peggiorare la situazione. Cerchiamo di salvare quei pochi valori che ci sono rimasti. È un tesoro incommensurabile la vita. Impegniamoci a salvarla e a viverla nei migliore dei modi. Spesso con alcuni comportamenti sbagliati la buttiamo via perdendoci la parte più bella: l'amore, il rispetto, l'amicizia, quella vera, non quella di Facebook.


Elisa Fiengo

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