Error communis facit ius

Scrivere bene per scrivere meglio: la d eufonica



La nuova rubrica "Error communis facit ius", alla lettera "l'errore comune diviene legge", ossia quando tutti commettono lo stesso errore, nessuno si accorge che il proprio atteggiamento è sbagliato, e quindi lo stesso errore diviene una regola, vuol proporre quanto riscontriamo giornalmente in fatto di strafalcioni. E possibilmente indicare la giusta via per uscire dal coro senza ricascare nell'errore.
Iniziamo ripubblicando un nostro articolo presentato mesi or sono ma che, a giudicare dagli scritti giuntici in redazione, nella posta e nella messaggistica, sembra non aver raccolto proseliti.


Il quesito postomi dal caporedattore mi fornisce l'assist per sciogliere l'arcano su una questione di forma che semina un dubbio di atroce riscontro: ci vuole o no la d scrivendo a adempiere e simili?
Molti ricorderanno la poesia Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura nel 1959, traduttore dal greco, tra l'altro, del Vangelo secondo Giovanni. Il poeta ha scritto Ed è e non E è, perché quella d (detta eufonica, cioè «che suona bene») serve per evitare l'incontro fastidioso tra le due e.
Analoga cosa accade con la preposizione a, che diventa ad quando è seguita da una parola che comincia con a. Scriveremo quindi: ed Elena, ed erano, ed ecco, ad Antonio, ad altro, ad andare.
Meno frequente la d aggiunta alla o quando è seguita da parola che inizia per o: od obbligare, od occidente e via di questo passo.
Attenzione, perché la d eufonica va aggiunta solo per evitare l'incontro di vocali identiche situate una dopo l'altra; negli altri casi è meglio non usarla, eccezion fatta per la forma ad esempio (preferisco però la più corretta per esempio).
Consigliati e anche, e intorno, e ora, a est, a Empoli, a Imola, o anche, o io, o ultimo; sconsigliati ed anche, ed intorno, ed ora, ad est, ad Empoli, ad Imola, od anche, od io, od ultimo.
È meglio evitare la d anche quando la vocale iniziale della parola che segue è la stessa, ma è seguita a breve distanza da una d. Bene scritto quindi e educare, a adorare, o odiare, a adempiere; sconsigliato ripiegare su ed educare, ad adorare, od odiare, ad adempiere.

Giancarlo Scaramuzzo

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