Incontri di preparazione al matrimonio

Quale futuro per le nuove coppie?


Devo confessare che nel momento in cui mi è stata data la consegna di scrivere un articolo per Voce Amica sul corso prematrimoniale appena frequentato in parrocchia e sulla sua utilità, ho subito cercato di trovare un modo elegante per divincolarmi dal compito. “Non ho tempo”, “Ma come faccio col piccolino che mette mani dappertutto?”, “Grazie per aver pensato a me, ma ho il pc pieno di virus”, “Mi spiace, devo organizzare il matrimonio”… se da un lato le mie possibili scuse si sforzavano di essere fantasiose ma al contempo verosimili, dall’altro in coscienza mi sentivo sempre meno riconoscente verso chi ha dedicato tempo ed energie a noi, giovani coppie della comunità. Allora eccomi qua, a cercare di onorare l’incarico affidatomi sperando di non essere retorica o ripetitiva, né tantomeno ovvia.

Per deformazione professionale, mi sento al sicuro se parto dalla definizione. Il corso prematrimoniale è l’insieme di incontri a cadenza bisettimanale o mensile che prepara le coppie al sacramento del matrimonio secondo il rito cattolico. In questi incontri si affrontano questioni e problematiche afferenti a sfere diverse della vita matrimoniale, spaziando dal concetto del matrimonio come sacramento fino a toccare aspetti meramente pratici, tra cui la gestione della casa, dei figli e dei soldi. Nonostante etimologicamente il corso abbia un’indicazione ben precisa, a mio modesto parere, gli incontri di Orietta, Rocco, Annarita e Tonino regalano sorrisi e spunti preziosi per qualsiasi coppia, prossima o non al matrimonio (sia esso religioso o civile). Uno degli scopi del corso è rendere consapevoli della propria scelta e delle conseguenze di quest’ultima due individui liberi, legati da un sentimento di amore e rispetto reciproci, decisi a voler intraprendere un impegnativo cammino insieme per tutta la vita. Con questa premessa, sembra facile saltare alla scontata conclusione che il corso prematrimoniale fornisca la ricetta del matrimonio perfetto, o che dìa risposte chiare e univoche ai nostri dubbi di coppia. Errato. Piuttosto, gli incontri ci hanno offerto molteplici spunti per nuove domande, per nuovi dubbi, per nuove perplessità. Sappiamo condurre una sana e comunicativa vita di coppia? Siamo in grado di gestire gli equilibri all’interno della nostra coppia? Il nostro rapporto è capace di rispettare le individualità nella coppia, e soprattutto, le individualità sanno rispettare la coppia?

Tante le domande sulla coppia, ma ancora di più le domande su noi stessi. Ci impegniamo nel sostenere il partner? Sappiamo assumerci la completa responsabilità delle nostre azioni? Siamo abbastanza umili da riconoscere i nostri limiti? Ok, forse detta così può sembrare il classico valzer di domande esistenziali tipiche degli esami di coscienza. Un luogo comune. Eppure, io ho percepito questa esperienza come l’opposto, ossia come il tentativo di fuggire i luoghi comuni, quegli spazi ovattati in cui ci rifugiamo e in cui ci sentiamo sicuri e comodi, ma che in realtà ci tengono intrappolati in concezioni preformate, facili giudizi in scatola e nella consapevolezza che ormai le mezze stagioni non esistono più. Quanto siamo invischiati nei luoghi comuni, quando lasciamo che litigi e discussioni o lunghi silenzi ci conducano lungo percorsi non voluti, strade senza ritorno, per puro rispetto del nostro orgoglio? Tuttavia anche essere complici, dialogare, scoprirsi, affascinarsi, prendersi cura dell’altro, essere fedeli, anche tutti questi potrebbero sembrare ovvi luoghi comuni del matrimonio: potrebbero, ma non lo sono. E di nuovo, dubbi su dubbi, anche le cose belle e, apparentemente scontate, rischiano di venir meno. L’innamoramento finirà, la stanchezza arriverà, il nervosismo è lì alle porte….. Ma insomma, se tutto è così incerto, se tutto è cosi precario, se tutta la favola del matrimonio è davvero solo un racconto destinato a finire, perché ci sposiamo? E’ ormai una dispendiosa impresa fuori moda, destinata a fallire miseramente in aule di tribunale tra le parole fredde di persone che non conosci ma che sanno tutto del tuo matrimonio naufragato. Ed ecco che, dopo aver riflettuto sulla fine dell’amore e sofferto per tutti gli amori finiti, mi rendo conto che so perché vogliamo sposarci. Ci sposiamo perché amarsi e stare insieme per tutta la vita è davvero un’impresa eroica, e da soli, soli lui e io, non ce la possiamo fare. Ci impegneremo, ci sforzeremo, ce la metteremo tutta, ma abbiamo bisogno del Signore che tenga sempre unite le nostre mani quando tutto il resto vorrà separarle, quando affronteremo i momenti più neri e bui, quando ogni entusiasmo svanirà. Nella mia percezione delle cose e della vita, una percezione stile patchwork, un po’ laica e insieme un po’ spirituale, mi sono resa consapevole che l’aiuto di Dio è forse quell’ingrediente in più, quella risposta cercata ai miei dubbi, alle mie paure, ai miei timori, quella forza di cui avremo bisogno affinché la favola non finisca mai.

Un grazie speciale ai nostri educatori e a Don Enrico, per l’impegno e il tempo dedicatoci.


Tiziana Zotti

GALLERIA IMMAGINI

▲ top page
Voce Amica
Autorizzazione Tribunale Benevento n. 9 del 30 settembre 2014
Rg 1446/2014

portale d’informazione quotidiana Parrocchia San Bartolomeo Apostolo
82020 Paduli (BN) - Piazza degli Eroi di Trento e Trieste, 7


proprietà don Enrico Francesco Iuliano - Via Roma, 24 - 82020 Paduli (BN)
telefono 0824.927.186
web www.voceamicapaduli.it
email info@voceamicapaduli.it

Service Provider Widestore srl - Via Gulinelli, 21 A - 44122 Ferrara (FE)

Paduli 2014 - 2017
codice fiscale parrocchia
92007210625