Incontri di preparazione al matrimonio

Primo bilancio del corso prematrimoniale



Prosegue spedito e con grande entusiasmo il percorso di preparazione al sacramento del matrimonio cominciato in ottobre e già al quarto appuntamento. Dieci le coppie di giovani fidanzati che da subito si sono presentate per accogliere la proposta della nostra attivissima parrocchia. È da qualche anno ormai che la San Bartolomeo Apostolo fa da trait d’union delle parrocchie limitrofe seguendo le direttive del nostro vescovo volte alla collaborazione e al supporto tra i parroci per quanto concerne l’approccio dei fedeli ai sacramenti e all’evangelizzazione in genere.

Questo per accorciare le distanze, per aprirsi ad altre realtà territoriali e perseguire unità di contenuti e di intenti che non si raggiungono se in diocesi ogni parrocchia mira alla propria autoreferenza. Apertura sempre, chiusura mai, è questo il messaggio. Quest’anno infatti, il percorso prematrimoniale si arricchisce del contributo di tre sacerdoti, c’è il nostro caro don Enrico Iuliano, c’è don Antonio De Ieso vice-parroco a Paduli e parroco a Sant’arcangelo Trimonte, c’è don Pino Mottola parroco a Buonalbergo, a loro è affidata la trattazione di argomenti prettamente cattolici o esperienziali, c’è l’intervento di uno psicologo, la testimonianza di esperti, di coppie già sposate e c’è l’aiuto mio e di mio marito Rocco per tutto quanto riguarda la logistica, l’animazione e l’inserimento di tematiche semplici ritenute fondamentali per una buona vita di coppia. Il gruppo di fidanzati è costituito da sei coppie di Paduli, tre di Buonalbergo ed una di Sant’Arcangelo Trimonte. Sembrano molto stimolati ed interessati, d’altro canto, ogni volta che ci incontriamo facciamo insieme esperienza, non di una lezione frontale ma piuttosto di un vero e proprio dibattito che li vede singolarmente protagonisti, ognuno può dire la sua libero di esprimersi e certo di essere ascoltato pur nella diversità delle opinioni. Risposte e soluzioni non ne ricevono da nessuno di noi, sanno che dovranno provare a trovarle tra loro, ciascuno nel seno della propria relazione. Un video musicale con un canto introduce il tema di ogni incontro. Artisti internazionali di ieri e di oggi come Pino Daniele, Eros Ramazzotti, Anna Oxa, Bocelli, Arisa, Ed Sheeran, Jovanotti ed altri ancora, permettono alla musica di parlare al cuore dei fidanzati con il linguaggio più bello e delicato del mondo.

Il percorso strutturato in modo originale ed innovativo, se accolto con interesse e piacere, può diventare strumento di vantaggio per ogni coppia offrendo opportunità per verifiche e riflessioni per una sempre maggiore consapevolezza e maturità circa il passo da compiere. In chiesa ci si sposa in tre, lui, lei e Dio ma a Lui bisogna imparare a fargli posto ogni giorno. Si è felici anche senza sposarsi in chiesa viene sempre detto ai ragazzi ma scegliendo di celebrare il sacramento del matrimonio c’è un quid in più sul quale è importantissimo riflettere, quel fatidico "per sempre". Se la sentono davvero? Purtroppo in una società dove dilagano rapporti interessati e dove la mentalità dell’usa e getta è il nuovo credo, aimè anche tra i cattolici più ferventi, è più che mai difficile proteggere questa promessa d’amore eterno. Sovente l’altro viene percepito come un ostacolo alla propria libertà oppure un oggetto che oggi mi serve e domani no per cui me ne disfo abbandonandolo ad un destino di dolore, di contrasto a volte senza nessuna dignità. Salvo i casi in cui si consumino violenze fisiche o psicologiche gravi o per motivazioni che i sacerdoti porteranno a conoscenza dei ragazzi nei prossimi incontri, bisognerebbe provare a proteggere quel "per sempre" liberamente pronunciato nel matrimonio sacramento.

Temi come il dialogo, l’amore, l’innamoramento hanno interessato le giovani coppie impegnate anche in questionari, proposti per riscontri personali, da non condividere necessariamente nel gruppo. L’ultima trattazione sul tema del perdono. Mille domande hanno affollato la mente di tutti noi. Siamo capaci di perdonare, di perdonarci, quante volte si può perdonare, cosa siamo disposti a perdonare e cosa non perdoneremo mai. Gesù cosa ci chiede di fare? L’apostolo Pietro glielo chiese esplicitamente ”Signore, fino a 7 volte dovrò perdonare al fratello che pecca contro di me?” (per gli ebrei il numero 7 esprimeva la totalità) ma Gesù lo spiazzò rispondendo ”non ti dico fino a 7 volte ma 70 volte 7” (Matteo 18,21-35). Dunque chi ha un cuore dilatato dall’amore non può che perdonare a dismisura abbattendo i muri dell’orgoglio, dell’egoismo, del risentimento e ancor più grave, della vendetta. Si, è difficilissimo perdonare ma bisogna provarci. Tutti dovremmo provarci per costruire relazioni autentiche e non di facciata.

L’incontro è terminato con la visione di un breve filmato storico: la preghiera recitata e scritta di pugno da Giovanni Bachelet poco più che ventenne, ai funerali del papà Vittorio (giurista e politico italiano-professore universitario e dirigente dell’Azione Cattolica Nazionale) barbaramente assassinato dalle Brigate Rosse nel 1980 in un agguato all’Università La Sapienza di Roma. Lo proponiamo nel testo integrale perché ognuno in questo tempo di Avvento, possa interrogarsi su quanto sia davvero portatore di pace, costruttore e non distruttore di ponti, nella coppia, in famiglia, nelle amicizie, nel lavoro, nel paese, nella parrocchia. A fronte di chi non riesce a perdonare minime o massime offese che siano, c’è chi come Giovanni è riuscito a perdonare l’imperdonabile.


“Preghiamo per il nostro presidente Sandro Pertini, per Francesco Cossiga, per i nostri governanti, per tutti i giudici, per i poliziotti, i carabinieri, gli agenti di custodia, per quanti oggi nelle diverse responsabilità della società, nel Parlamento, nelle strade, continuano in prima fila la battaglia per la democrazia con coraggio e con amore. Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri.” Giovanni Bachelet, 13 febbraio 1980.


Orietta Grimaldi

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