L'opinione che non ti attendi

Presidente Conte, «la gente non aspetta più!»



Tutti in ascolto con il premier Conte su Rai 1 domenica sera 26 aprile, ben quarantacinque minuti circa di discorso, ad ogni frase pronunciata si aspettava la novità ma poco quanto niente di diverso già stato detto. L'agonia continua per tanti che non sono ascoltati nelle loro ragioni, sono cinquanta giorni di fermo per l'Italia nel rigore di rispettare le regole per poter ripartire ma la delusione continua. Ieri sera si ci aspettava la caramellina come i bambini per addolcirci un po' ma al contrario l'amaro è stato forte. Si sottolinea sempre di lavorare per garantire la salute pubblica ma se non continuerà ad uccidere il coronavirus, sarà la disoccupazione e il fallimento di tante attività a mettere in ginocchio tanti italiani.

Ci sono settori che continuano a guadagnare e altri chiusi ad aspettare ma le spese da pagare sono per entrambi uguali. Non si fa differenza tra azienda grande e piccola attività ne' tra città grande e piccolo paese ne' tra reddito alto e reddito basso basta vedere l'erogazione dei seicento euro alle partite Iva anche a chi non ha mai chiuso la propria attività ma bensì ha continuato a guadagnare, i decreti e i divieti sono uguali per tutti. La scienza fa il suo corso studia soluzioni per un vaccino che fermerà il covid ma è la politica che deve prendere decisioni e rendere possibile e vivibile il tutto senza aspettare.

Ad un certo punto del discorso il presidente si è ricordato anche di nominare la chiesa giusto per accontentarci ha dato il permesso di partecipare ai funerali non più di quindici persone ma cose da non credere, i musei aperti e le chiese chiuse alla messa, ma perché le dovute misure di sicurezza non si possono attuare anche in chiesa? Nei prossimi giorni ci saranno nuovi aggiornamenti a riguardo ma perché la Conferenza Episcopale Italiana si è fatta sentire, siamo a questo punto quindi se non si insiste non si vedono cambiamenti ma la moderazione non è da tutti ci sono categorie e categorie quindi non si sa' cosa ci si può aspettare. Ormai su facebook per televisione si evince la disperazione delle persone che non sanno più in che lingua devono parlare per arrivare a farsi sentire, questa è il nuovo diagramma che continua ad alzare la vetta. Politici agite non mettete solo nero su bianco fior fior di decreti, la gente non aspetta più!


Sabina Limongelli

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