La posta dei lettori

Perché tanta protezione sui nostri dati?



Caro direttore,
come mai questa stretta sui nomi da pubblicare, richieste preventive di autorizzazioni anche per cose semplici? Non le pare sia una esagerazione?


Marta Colasio
Abano Terme


Gentile lettrice,
il 2018 è stato da qualcuno definito l'anno della privacy. Di sicuro non le saranno sfuggiti lo scandalo che ha travolto la Cambridge Analytica e l'utilizzo, forse improprio, ma su questo si pronuncerà il tribunale, dei dati di milioni di utenti Facebook, e l'entrata in vigore, anche da noi a suo tempo segnalata, del nuovo regolamento (UE) n. 2016/679, meglio noto con la sigla GDPR (regolamento generale sulla protezione dei dati personali e sulla privacy) che regola l'utilizzo dei dati dei cittadini dell'Unione europea.
Lei mi chiede perché tutta questa attenzione. L'anno in corso rappresenta una decisiva presa di coscienza sull'importanza di questo tema. E sa perché? I dati personali rappresentano il denaro del futuro, il vero grande business attorno al quale le aziende si gettano come cani sull'osso. Carpire le informazioni di un cittadino, il telefono, la mail, sapere cosa vota, cosa mangia, gli orientamenti sessuali, politici o religiosi rappresentano il sapere attorno al quale creare un grande affare economico. Il problema è che milioni di cittadini, questi dati preziosissimi, li stanno inconsapevolmente regalando.
"Convincere qualcuno a votare per un partito non è molto diverso dal convincerlo a comprare il dentifricio di una marca ben precisa, basta solo sapere su cosa fare leva", così Richard Robinson, vicepresidente commerciale di Cambridge Analytica, durante la conferenza Dmexco tenutasi a Colonia nel settembre 2017. Ottenere le informazioni sui cittadini, ormai quasi globalmente presenti in rete tramite i social network, è diventata così la chiave del successo commerciale.
Con l'entrata in vigore del GDPR, la Commissione europea si è posta l'obiettivo di restituire ai cittadini il controllo dei propri dati personali. Le sanzioni per chi dovesse trasgredire a questa nuova normativa sono pesantissime. Vedremo nel prossimo futuro se effettivamente tutto ciò porterà a un uso più oculato dei nostri preziosissimi dati.

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