Attualità

Papa Francesco: «No al "lavoro schiavo"»


Nella società di oggi aumentano sempre di più le disuguaglianze, un esempio lampante è il mondo del lavoro. Oggi come oggi non si parla più di lavoro in quanto dignità dell'uomo ma lo si etichetta sotto la parola "business", vero e proprio commercio ma non di prodotti ma dell'uomo stesso. La sfrenata voglia di arricchirsi, rincorrendo l'ostentazione e il denaro facile, porta proprio a quest'enorme disuguaglianza, il ricco sarà sempre più ricco e il povero sempre più povero. Viviamo in un sistema di liberalizzazione a dir poco dilagante, negozi aperti ventiquattr’ore su ventiquattro, orari di lavoro da sfinimento, il bello è che ci sono persone che non si contentano mai. Ci si sta riducendo a poco a poco a vivere esclusivamente l'ordinario anche nei cosiddetti giorni di festa e specialmente la domenica che, come si suol dire, dovrebbe essere il giorno dedicato al Signore. Purtroppo il bisogno di lavorare per campare, perchè così si definisce, sottopone molte persone a rinunciarci. A rinunciare di partecipare alla messa con la propria famiglia, a pranzare con la propria famiglia, quante mamme passano più della metà delle giornate nel posto di lavoro, che siano centri commerciali piuttosto che supermercati. Una società civile deve tener conto di queste cose, le relazioni familiari non vanno sacrificate, l'uomo non può diventare uno strumento da sfruttare. Lo scorso gennaio al consiglio della Cei, il presidente dei vescovi italiani Cardinale Bagnasco, tra le varie argomentazioni affrontate, ha detto parole chiare sul problema lavoro: "Semplificare le realtà difficili e complesse non è giusto", famiglie impoverite e ricorrenti a soluzioni alternative per risollevarsi un pò. Sempre il cardinale ha citato testualmente i duecentosessantamilioni di euro che si buttano nel gioco d'azzardo e stando dalla parte del popolo ammonisce alla classe politica di concentrarsi su questioni riguardanti lavoro, famiglia e giovani. Anche Papa Francesco riporta con l'esempio di San Giuseppe lavoratore che il lavoro è un tema evangelico, no al "lavoro schiavo" dice lo stesso Papa. Noi esistiamo grazie a Dio creatore del mondo, colui che ha lavorato per crearci. La dignità la dà il lavoro onesto e non il potere. Ogni uomo deve essere degno di rispetto e valorizzato per quello che dà e soprattutto retribuito del giusto.













Il Papa ha ribadito più volte che lo sfruttamento sul lavoro e non dare il giusto compenso è peccato mortale. Quando si fa crescere la società creando impiego e pagando il giusto invece è sempre positivo ma si deve stare sempre attenti perché come ci ricorda il Vangelo: "Non potete servire Dio e il denaro" (Lc 16,13). Infatti cosi accade, molto ma molto spesso. Si deve confidare sempre in Dio e nella chiesa che possono essere veri sostenitori di tutti, deboli e potenti e soprattutto intercessori con una classe politica mancante.

Sabina Limogelli

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