Articoli di fondo

Padre Federico Lombardi al direttore: «Avanti così»



Non so perché, ma mi ritrovo a scrivere su qualcosa che dovrebbe essere di senso comune, o meglio di buon senso comune e generale: una specificazione su come intendere un giornale. Vero è che da tempo gravito intorno a quest’universo, come fruitore e come soggetto in qualche modo produttore, ma non ricordo di aver dovuto richiamare ai cari lettori quello che avrebbe dovuto essere un giornale. È facilmente comprensibile almeno l’etimo: giornale da giorno, come giornaliero. È un qualcosa che va somministrato, consumato, fruito nell’arco della giornata e per tutti i giorni dell’anno, alla regola non si sottraggono i giornali on line, come è il Nostro. In pratica il giornale è nato nel lontano XVII secolo per deliziare la gente ed informarla degli ultimi accadimenti di vario genere e titolo: come dire, il giornale nasce generalista, cioè riporta tutte quelle notizie o informazioni che possono essere utili ai lettori, ed ovviamente gli accadimenti più importanti, quelli della società più vasta e quelli che maggiormente interessavano i lettori erano le imprese dei prìncipi o dei signori di turno, sì così si chiamavano coloro che avevano le responsabilità di governo in quei tempi. Erano, per così dire, gli articoli più letti e più commentati e la ragione del perché appare ovvia. E così succede ancora oggi che i cittadini siano maggiormente interessati a conoscere se è in arrivo un qualche aumento delle tasse, di cosa si sia deciso nelle stanze delle decisioni, se questi o quei soldi sono stati dati e a chi, se si festeggerà o si dovrà ancora essere in Quaresima e così via. E un buon giornale deve poter registrare e diffondere queste ed altre informazioni al solo scopo di rendere bene un servizio che altrimenti sarebbe monco o deficitario, tanto più quanto quel servizio è dato per spirito di patria, o ancor meglio di missione, e non per proventi o compensi piccoli o grandi che siano. Quando poi si mettono in campo le risorse migliori e si disturbano persone, quando ci si fregia di un professionista serio ed iscritto all’Albo, e si chiamano altri professionisti per la messa in opera del progetto, per cortesia, non disturbate coloro che lavorano, anche se divertendosi; non addossiamo loro delle manchevolezze che forse sono le nostre, facciamo il piccolo sforzo di ringraziare per quello che ci viene elargito e dato gratuitamente e in tutta sincerità e benevolenza di animo ed onestà di coscienza. Il nostro giornale sta operando bene e i risultati si vedono, si leggono e si contano: nulla da eccepire o da rimproverare, ma di tutto e di più per essere orgogliosi e grati che questa piccola realtà culturale ha dimostrato forza e vigore. Un grazie da parte mia alla proprietà, che a prescindere dal titolo altisonante, è il nostro apprezzato parroco, don Enrico Iuliano, e un grazie al capacissimo Direttore Responsabile Giancarlo Scaramuzzo, per la serietà, la professionalità, la caparbietà con le quali continua a guidarci nella navigazione. A tutti gli altri un caro saluto ed un caloroso invito a partecipare gioiosamente alla continuazione di questo progetto.

Eduardo Falbo


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