Editoriale

Onorificenze, gli inutili orpelli nella Chiesa cattolica



In molte sue catechesi papa Francesco ha più volte ribadito il concetto che "l'episcopato non è un'onorificenza ma un servizio. È lo stesso Gesù che lo ha voluto così. E nella Chiesa non deve esserci posto per mentalità di tipo mondano: quest'uomo ha fatto una brillante carriera ecclesiastica, è diventato vescovo". Da più parti sulla stampa cattolica s'è sviluppato un dibattito sull'opportunità di abolire nella Chiesa i titoli altisonanti di "Sua eccellenza reverendissima", "Eminenza", "Monsignore", tra l'altro pure scritti con lettera maiuscola senza giustificazione alcuna dal punto di vista della lingua italiana. Di sicuro vi sono altri validi e più pregnanti argomenti che riguardano la vita ecclesiale, ma talvolta sappiamo che "è il tono a fare la musica". Secondo molti tutti questi titoli e onorificenze sarebbero da eliminare. Dopo moltissimi anni c'è chi ha scritto che il Concilio Vaticano II resta ancora disatteso. Papa Francesco lo echeggia di continuo. È opportuno qui far menzione che durante il Concilio anzidetto una lettera firmata da più di 500 vescovi proponeva una significativa rinuncia: «Preferiamo essere chiamati con il solo titolo evangelico di padre». E nel Sinodo svoltosi a Roma nel 2001 c'è stato chi, come Corrai Mantella, vescovo dell'Ecuador, ha richiamato a quella povertà evangelica che obbliga a rinunciare ai titoli di Monsignore, Eccellenza, Eminenza e a farsi chiamare in modo semplice ʻpadriʼ. Sembrerebbero voci isolate, ma anche Hans Urs von Balthasar, denominato "il teologo più colto del XX secolo", affermò: «Nella Chiesa si dovrebbero abbandonare titoli invecchiati e cristianamente incomprensibili!».

Le parole, i gesti e la testimonianza di vita di ogni giorno di papa Francesco sono per la Chiesa e il popolo di Dio una ventata d'aria pura. Purtroppo dobbiamo constatare che più di qualche pretucolo ostacola il rinnovamento del Concilio Vaticano II e non manifesta obbedienza e amore verso questo papa. Chi è piuttosto anziano ricorderà come veniva detta la messa un tempo, poi grazie al Concilio Vaticano II finalmente è stato possibile comprendere quello che diceva il sacerdote. Invece oggi dei vecchi nostalgici celebrano volgendo le spalle all'assemblea, in latino, comunione in ginocchio alla balaustra e tanta scenografia. E c'è perfino chi nomina durante la messa papa Benedetto XVI e non Francesco.

Le resistenze al rinnovamento ci sono sempre state nella Chiesa. La storia non torna però indietro. Si rassegnino i vecchi nostalgici dell'ancien régime che si attaccano agli aspetti esteriori ignorando la sostanza e il vero bene delle anime. La rotta da seguire è stata tracciata dal Concilio Vaticano II e anche se la "barca di Pietro" spesso vacilla tra le onde tempestose di una società fortemente secolarizzata e individualista, oggi, con più coraggio, e, soprattutto, più uniti attorno a "Pietro", riuscirà a raggiungere il porto. Il Vangelo è terribilmente scomodo, per questo il più delle volte preferiamo a bella posta ignorarlo, mimetizzandoci nel culto delle esteriorità. O, peggio, dando contro a chi lo propone nella sua integrità, sine glossa.

▲ top page
Voce Amica
Autorizzazione Tribunale Benevento n. 9 del 30 settembre 2014
Rg 1446/2014

portale d’informazione quotidiana Parrocchia San Bartolomeo Apostolo
82020 Paduli (BN) - Piazza degli Eroi di Trento e Trieste, 7


proprietà don Enrico Francesco Iuliano - Via Roma, 24 - 82020 Paduli (BN)
telefono 0824.927.186
web www.voceamicapaduli.it
email info@voceamicapaduli.it

Service Provider Widestore srl - Via Gulinelli, 21 A - 44122 Ferrara (FE)

Paduli 2014 - 2019
codice fiscale parrocchia
92007210625