Articoli di fondo

Lo stupore e lo sdegno



Sono davvero stupito dalla notizia apparsa sul nostro giornale, e ancor di più dal titolo: Paduli ingrata verso i propri figli morti in guerra.
La cosa mi ha fatto letteralmente rabbrividire, consapevole della gravità di quanto viene affermato. Mi sono documentato attraverso il sito indicato, inserendo quelle mute parole che già di per sé sembravano tuonare la deflagrazione e i rumori di quella tragica vicenda, di quei 2605 militari di truppa imbarcati su quel piroscafo in quel maledetto 8 giugno 1916.
In appena sette minuti il piroscafo "Principe Umberto" si inabissò, trascinando nelle acque dell’Adriatico 1.926 giovani soldati italiani e fra questi il nostro Pellegrino Melillo, un giovane fra così tanti giovani che non erano in piacevole crociera (la qualcosa non avrebbe comunque lenito il dolore per quella immane tragedia), ma in guerra in terra straniera e per l’Italia e per gli Italiani, ed anche per le successive generazioni di Italiani, compresa la presente e viva, anche per noi.
Sì, questo è il senso di essere soldato, o di essere stato un combattente, o di aver partecipato come volontario alle lotte per la libertà, o per l’indipendenza o per un qualsiasi altro motivo di interesse generale o per il bene comune.
Non si possono dimenticare i caduti, quei caduti. Dimenticheremmo noi stessi e tutte le ragioni o il senso stesso dell’esistere. Il re Priamo si recò dall’acerrimo nemico Achille per chiedere la restituzione del corpo di Ettore, e il terribile piè veloce lo restituì, perché fin da tempi remoti si sono onorati quei morti.
E non posso credere che non lo si faccia oggi, sarebbe come negare i fondamenti della civiltà e della cultura umana. Non troverete in nessun Paese al mondo, in nessun tempo l’aberrazione di non vedere onorati i propri caduti in guerra.
Ed è con gratitudine che saluto Mario Salvitti scrittore, che ha dedicato il suo prezioso tempo e le sue energie intellettuali alla dovuta e onorevole missione di ricordare i caduti di quello sfortunato piroscafo italiano.
E provo un sentimento di profondo rammarico nel constatare che la richiesta di una stanzetta e di una presa per inserire una spina per una degna commemorazione di quel tragico evento non sia stata accolta. Ma forse avrò capito male. Certamente ho capito male, perché Paduli non può dimenticare i suoi caduti, Paduli come il resto d’Italia non possono dimenticare. Certamente una stanzetta e una presa saranno disponibili a Paduli o anche qui a casa mia senza alcun problema, ma con tanta gioia e trepidazione per l’onore avuto. Aspetto fiducioso.


Eduardo Falbo


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