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Lettera aperta del cardinale Crescenzio Sepe



Agli operatori del turismo, dell'ospitalità, della ristorazione, della balneazione, del commercio e dell'artigianato

Carissimi,

sento particolarmente forte la necessità di rivolgermi a voi tutti, per farvi sentire la mia vicinanza come Vescovo e come fratello in Cristo.

Conosco e condivido le vostre incertezze, ansie, preoccupazioni e aspettative. Immagino quanta sofferenza abbiate vissuto voi, insieme alle vostre famiglie e ai vostri collaboratori, a causa di un virus sconosciuto, violento e subdolo che non soltanto ha bloccato, minato e, in diversi casi, annullato le vostre attività lavorative, professionali e produttive, ma ha anche diffuso pericolo di contagio e di morte.

Tutto questo ha arrecato gravi danni psicologici, morali e materiali, imponendo una nuova mentalità, una realtà inedita e inimmaginabile, comportamenti e stili di vita sconvolgenti.

Finirà mai? Quando? Come? Cosa lascerà? Ci ritroveremo tutti? Riprenderemo il nostro lavoro?
Questi interrogativi angoscianti certamente vi siete posti e ci siamo posti tutti, guardando e pensando al domani con terrore per l’incontrollabile attacco virale, per la connessa crisi sanitaria, per la conseguente paralisi lavorativa ed economica.

Abbiamo sofferto e pianto anche per la malattia o la morte di un amico o di un parente, ma abbiamo resistito e ci siamo difesi, con l’aiuto del Buon Dio che ci è stato vicino, ci ha sostenuti e ci ha preservati., senza far mai venire meno la speranza, la determinazione nel rispetto delle regole prudenziali date e la voglia di riprendere, di lavorare, di fare.

Siamo stati bravi sotto molto aspetti e ora ci troviamo al “giorno dopo”, che è il giorno della verità, il giorno della verifica delle indiscusse capacità, della ben nota genialità, della napoletanità testimoniata e concreta.

Napoli tutta vuole rialzarsi, riscattarsi, rinascere a nuova vita nel solco della sua storia, della sua tradizione, delle sue bellezze, delle sue eccellenze, che sono tante e che anche voi sapete esprimere.

Capisco le vostre grandi difficoltà nel contemperare e coniugare ripresa, schemi lavorativi e rispetto delle regole. Del resto, siete espressione e operatori di settori importanti e trainanti per la nostra economia in cui la presenza degli ospiti da accogliere e servire alla meglio è fondamentale, per cui occorre non solo buon senso, ma occorre anche creare condizioni sostanzialmente ottimali per attrarre gli ospiti, i turisti, i clienti vecchi e nuovi.

In questo certamente siete pronti a mettere la vostra bravura, la vostra arte, la vostra professionalità, ma da soli non ce la farete mai se non trovate comprensione e giusta interlocuzione nelle Istituzioni che non possono essere soltanto quelle politico-amministrative ma tutte quante perché insieme si facciano prevalere diritti e doveri ma trovando opportune intese e opzioni che favoriscano la ripresa, il lavoro, la economia.

Bisogna fare rete e Napoli, quando è stata interpellata su questo versante, ha dimostrato di esserci, attraverso la responsabile e proficua disponibilità di tutti i settori della società.

Per questo dico a voi di essere forti. Non avvilitevi, non arrendetevi! Non perdete la speranza! Siate fiduciosi!

Il futuro di Napoli, delle vostre famiglie, dei vostri figli, dei vostri collaboratori è nelle vostre mani che saranno adeguatamente forti se non sarete lasciati soli con le vostre difficoltà e sarete accompagnati in una vicenda e uno sforzo che sembra di parte ma che, in effetti, porta al bene comune.

Se ci sarà questa comunione di intenti accanto al vostro impegno imprenditoriale certamente riparte la Napoli vera, gremita di turisti, che può sembrare un ricordo lontano o una utopia nell’attuale contesto di timore ed incertezza, ma sarà la Napoli che abbiamo vista ancora lo scorso anno.

Da qui il mio invito a non perdere la speranza e a operare con entusiasmo e con la gioia di vedere risorgere la nostra città.

Dio è con noi, oltre ogni tempesta che si abbatte sulla nostra vita e sulla nostra comunità. Affidiamoci a Lui, potendo contare sulla protezione e intercessione di San Gennaro e, come sempre,
‘A Maronna c’accumpagna!

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