L'opinione che non ti attendi

Legittima difesa



Vorrei tentare di capire il senso dell’espressione che circola da un po’ di tempo ed anima i dibattiti e gli interessi di cittadini comuni e non. La legittima difesa è prevista giustamente dal nostro ordinamento, salvo poi ad essere contemperata e limitata per alcuni casi da un successivo sostantivo maschile: eccesso. Considerato che l’aggettivo legittimo, qui declinato al femminile, sta a significare tutto ciò che ha le qualità e le condizioni richieste dalla legge. Che è fondato nella legge; nel buon diritto viene normale chiedersi perché poi ad un comportamento che tutti i crismi della legalità venga poi aggiunto quell’eccesso che nel diritto sta come vizio, qualcosa di invalidante per quanto attiene i comportamenti, anzi di più. Diventa un comportamento sanzionabile e condannabile, spesso con pene e sanzioni più dure rispetto all’offesa ricevuta. E se volessimo essere ancora più pedanti dovremmo chiederci: com’è che la difesa diventa eccessiva a tal punto da essere sanzionata, anzi condannata se è legittima? Si tratterebbe di un eccesso di legittimità? Probabilmente si dovrebbe dire eccesso di difesa, ma così non è.

Un tempo, e forse ancora oggi, si era soliti dire, mi difendo bene a significare uno stato personale di essere ed esserci nel mondo ed ancor più l’essere bravi a difendersi è una qualità che ha avuto e ha a che fare con la sopravvivenza della specie, non solamente umana, nelle diverse specificazioni e modalità dell’esistenza. Per intenderci, da quella più propriamente fisica, facilmente individuabile, a quella più immateriale: oggi ci si difende dall’attacco dei mercati, ci si difende da possibili infezioni, da politiche non condivise e considerate nemiche o avversarie, e chi ne ha più ne metta. Ora se la difesa è connaturata e necessaria alla sopravvivenza ed è fondata sulla legge, perché poi dallo stesso legislatore è ritenuta reato quando è eccessiva? Come dire è una colpa essere bravo a difendersi, eh sì perché ad una aggressione ad un atto delinquenziale, l’offeso l’aggredito cosa dovrebbe fare? Ecco cosa dovrebbe fare: dovrebbe valutare e dosare, diciamo, la percentuale di reazioni ad un tipo di attacco. Come se i cittadini siano stati tutti addestrati dai Marines o dai nostri bravissimi Parà o Incursori o quelli delle forze speciali, che ben conoscono le regole d’ingaggio, meno che mai sono i terribili ninja. Ma se un cittadino che se ne sta di sera nella propria casa ubicata in un paesino o in un quartiere dove non sono presenti presidi di forze dell’ordine, ed è nel proprio lettuccio a recuperare le forze dopo una giornata massacrante di lavoro ben sapendo che la giornata seguente sarà parimenti faticosa, viene svegliato nel sonno, barcollando va a vedere cosa è successo e, memore di quanto accaduto a suoi consimili, impugna la pistola o qualche arma o qualcosa di simile, non volendo far altro che difendere in qualche modo se stesso e la famiglia o lo stipendio (o la pensione) che gli serve per campare reagisce per difendersi e purtroppo ferisce o peggio uccide il malvivente che di notte, scavalcando recinzioni e balconi, scardinando persiane, grate, finestre, porte e con un bel piede di porco in mano, si è introdotto nella sua casa, fatemi capire chi è l’offeso? Chi la vittima? Chi l’aggredito? Chi è in pericolo imminente?

Le cronache, almeno fino ad oggi, lo raccontano: la vittima più spesso di quanto si possa credere diventa, chissà per quale magia (o maleficio) non il derubato o il rapinato, ma lo scassinatore, l’aggressore, il mariuolo, il delinquente, il rapinatore. Eh sì, perché la vittima (ossia il derubato, l’aggredito… colui che stava per i fatti suoi e si è visto in casa un soggetto sconosciuto, probabilmente con un bel passamontagna, col piede di porco ancora fumante in mano o altri simili attrezzi) ha tutte le probabilità di essere colpevole di eccesso di legittima difesa ed essere condannato al carcere e a risarcire il delinquente che avrà riportato qualche danno dovuto alla difesa ritenuta eccessiva. Mah! Incredibili fattispecie! Considerata la situazione di crisi chissà se tentare la via di una rapina finita male non potrebbe risolversi in una ottima sistemazione per chi la compie, caso mai gli viene pure riconosciuta l’invalidità! Sono davvero situazioni paradossali, per rendersene conto basterebbe seguire i fatti di cronaca. Credo che qui qualcosa non funzioni. Si genera una grandissima confusione tra chi sia la vittima e chi il carnefice.

Eppure potrebbe essere tutto più semplice se si ragionasse dal punto di vista della vera vittima. I signori delinquenti non sono stati invitati, né nella stragrande maggioranza dei casi sono persone conosciute, e subdolamente si sono introdotti nelle abitazioni per arrecare danno. Ed è questa l’unica certezza: costoro vogliono fare danni, anzi lo hanno già fatto, di vario tipo ed intensità. Se ti va bene ci rimetti denari ed oggetti che ti sono costati lavoro e fatica, ma se i malviventi non si accontentano e chiedono cose, tipo la cassaforte che non si ha, le cose si complicano e di brutto. Ed ancora le cronache riportano casi agghiaccianti e dolorosi per chi ne è stato vittima. L’attuale legislazione forse ha risentito della letteratura alla Lupin, il ladro gentiluomo che dopo il furto lasciava il bigliettino di scuse e caso mai una rosa per la padrona di casa, un personaggio letterario di fantasia, di assoluta e pura fantasia. Altro che gentilezze! Chiedetelo alle vittime, le vere vittime quelle che all’improvviso sono state svegliate nel sonno e che sono state umiliate e maltrattate, malmenate e ferite e deturpate nel fisico e nell’animo. Chiedetelo a loro.


Sì perché è da mettere in conto anche questo: le vittime, quelle che subiscono furti e rapine, sono quasi sempre persone di una certa età, non giovanotti aitanti, palestrati e cinture nere di svariati dan. E spesso il poveretto (sempre il derubato) è in avanti con l’età con moglie, figli e nipoti a carico, e non avendo più tanto vigore fisico, considerati i tempi che corrono, nel rispetto delle leggi compra e detiene un’arma in casa e trovandosi di fronte nottetempo l’aitante aspirante al risarcimento, tale poveretto terrorizzato, chiude gli occhi, preme il grilletto ferisce o peggio ammazza l’aspirante suicida, ebbene il poveretto (sempre il derubato) dovrà subire un gravoso e costoso processo e rischiare di essere condannato per omicidio colposo appunto per eccesso di legittima difesa, perché caso mai non avrebbe dovuto sparare, ma avrebbe dovuto chiedere o accertarsi delle intenzioni del malvivente, che guarda caso, ha già pronte le corde e il nastro adesivo. Assurdo. Certo è che se avessimo un carabiniere o un poliziotto per ciascuna abitazione le cose sarebbero differenti, ma l’attuale situazione relativa al controllo del territorio è disastrata, caratterizzata da carenza drastica di personale, carenza di mezzi a disposizione, carenza di risorse. Già è molto quello che le forze dell’ordine riescono a fare e i successi, quasi miracolosi, che ottengono Vivo in paesino che non ha quella stazione dei carabinieri che tanto tempo fa tranquillizzava la gente. Personalmente auspico una massiccia e diffusa presenza delle forze dell’ordine sul territorio, ed anche una bella presenza di presidi dell’esercito.

Conosco già le possibili critiche e la levata di scudi a siffatto auspicio, opinioni che si nutrono delle retoriche di altri tempi, ma so altrettanto bene che nella nostra bella Italia la democrazia repubblicana è forte e vigorosa e che il popolo è maturo, è attento ed è sveglio per cui non ha senso agitare i soliti spauracchi dell’occupazione militare del paese o dello stato di polizia, ma tant’è. Ricordatevi le recenti elezioni politiche e regionali. La conclusione è: o ridateci i carabinieri o lasciate che i cittadini si armino di coraggio e di attrezzi idonei alla difesa. Avete altre soluzioni? La rubrica è aperta a riceverle.


Eduardo Falbo

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