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Le leggi dello Stato, piaccia o no, vanno rispettate



Qualcuno ha scritto qualche tempo fa parlate di me, anche se male, ma parlate (di me) ed è quanto ancora oggi accade. E così si riempiono le pagine dei giornali cartacei o digitali con notizie vere o false che siano, nelle quali, però, è peculiarità necessaria associare il nome. E così quel nome molto spesso ai più sconosciuto o quantomeno dimenticato balza per incanto agli onori della cronaca. E non importa se si stiano dando esempi di civile comportamento o di corretta, scrupolosa e puntuale osservanza delle leggi dello Stato secondo quanto viene espressamente richiesto dall’articolo 54 della nostra Costituzione, troppo spesso richiamata monca dei principi cardine. Ricordiamolo:

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.


I cittadini hanno il dovere di osservare la Costituzione e le leggi e coloro cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, non mi pare che ci sia possibilità di equivocare. Le leggi vanno rispettate, cosi come la Costituzione. I cittadini, meno che mai coloro cui sono affidate funzioni pubbliche possono disubbidire, o peggio, incitare alla disubbidienza. Se una qualche legge può sembrarci ingiusta, ebbene tant’è, ma questo non ci esime dall’obbligo del rispetto e dell’applicazione. Ricordo che a me hanno insegnato che un ordine impartito va eseguito, che se l’ordine ci appare non giusto si possono fare le opportune rimostranze, ma se l’ordine è reiterato per iscritto il funzionario ha l’obbligo di eseguirlo, salvo che l’ordine in questione non chieda un comportamento che possa prefigurare un reato o che sia palesemente in contrasto con la Costituzione.

Questo so e questo dico, non di più, perché l’esegesi è materia di alto profilo e richiede qualcosa in più di una qualche laurea o un quarantennio di servizio come funzionario o dirigente pubblico, cosa che è capitata a chi scrive. Dura lex, sed lex! È uno dei principi a base di ogni ordinamento giuridico, eredità del monumentale diritto romano, cui si ispirano la maggior parte degli ordinamenti giuridici delle democrazie del Mondo. Certo è che le leggi possono essere parziali o ingiuste, che molte richiedono miglioramenti o addirittura l’abrogazione, cose queste previste dagli ordinamenti, ma secondo le procedure democratiche e nel rispetto di quella divisione dei poteri che è uno degli ottimi principi nati all’indomani dei grandi sommovimenti settecenteschi. O forse sono io che non ho capito molto.

Il cosiddetto decreto sicurezza o decreto Salvini, è legge dello Stato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della raccolta delle leggi e dei decreti, è stato controllato dal Presidente della Repubblica che non ha riscontrato palesi violazioni costituzionali, quindi così come ogni altra legge va rispettato ed applicato. Non credo sia cosa buona e giusta fomentare la disubbidienza delle leggi, né credo sia necessario farlo in un sistema a forte connotazione democratica qual è quello italiano, dove i partiti o i movimenti politici si confrontano e si scontrano sui vari temi che interessano la Res Publica, dove vige l’alternanza politica, dove il cittadino ha imparato finalmente a sceglier quelli che meglio rappresentano le proprie esigenze e necessità, e dove, premiandoli o punendoli, scelgono da chi essere governati e come esserlo.

Allora il Popolo è o non è il titolare della sovranità nella nostra Repubblica?

Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Secondo la Costituzione, sì.


Eduardo Falbo

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