L'opinione che non ti attendi

La ripartenza un'incognita da sciogliere tutti insieme



Ormai da alcuni giorni si sente parlare in qualsiasi trasmissione televisiva o attraverso i giornali di questa sospirata, attesa fase 2, covid-19. Circa una settimana fa il presidente del consiglio Giuseppe Conte ne aveva dato comunicato, enunciando diversi punti da seguire e esortando sempre la collaborazione di tutti, sottolineando fermamente gli inopportuni interventi che in questo momento creano solo confusione e destabilizzazione al paese, ma queste sono faccende da risolvere tra loro alte cariche. Infatti la diatriba della politica è sempre la stessa nemmeno in un momento epocale come questo si abbandona la polemica, c'è chi tergiversa invece di unirsi per il bene del paese, e' ora che ognuno metta a disposizione la propria collaborazione e le proprie proposte per renderle fattibili per il popolo e non polemizzare e perdere tempo, adesso c'è bisogno di risposte e interventi forti e sostanziosi. Inutile e sterile è puntare il dito sempre contro lo Stato che al di là delle preferenze politiche comunque ha messo in atto un disegno di ripresa economica, ovviamente anche le forze amministrative regionali e locali devono fare la loro parte.

La ripresa è difficile perché comunque la macchina burocratica è lenta, e tra gli imprenditori grandi e piccoli, i più coraggiosi sicuramente sono quelli abituati a stare in difficoltà sempre e a combattere giorno per giorno per loro e i loro dipendenti ma quelli abituati a gonfiare solo le loro di tasche adesso lamentano l'immediatezza, già con la mente a programmare le vacanze e lo sperpero di denaro in vita lussuosa, beh! In questo momento c'è da attendere anche per voi. Sono tante le testimonianze che si leggono sui giornali ma che sono evidenti da parte di tante categorie, c'è chi si inventa, si mette in gioco in modo diverso da prima, per esempio dei ristoratori che mettono in atto, ristorazione a domicilio attraverso un app ma allo stesso tempo commercianti che non riescono a ripartire perché non hanno più liquidità e gli risulta anche difficile accedere tempestivamente ai prestiti in banca, dipendenti messi in cassa integrazione ma a cui ancora non gli è stato conferito nulla a distanza ormai di cinquanta giorni dalla perdita del lavoro, non è per niente facile andare avanti se non si ha un aiuto.

Piccole attività che fanno i conti per rendersi conto se quella saracinesca abbassata riusciranno mai a riaprirla.
Il covid-19 ha cambiato un intero sistema, la vita quotidiana e pensare a prima è inutile perché non ci sarà più il prima, bisogna solo abituarsi e guardare avanti assumendo nuove regole e comportamenti che non ci aspettavamo. Sarà strano molto strano essere pilotati anche per un uscita ma la vera fase 2 sta a tutti noi metterla in atto anche nel piccolo, altrimenti non se ne uscirà mai, è inutile continuare ad opporsi anche ad indossare una semplice mascherina perché se ci viene intimato di farlo, deve essere così e se in un piccolo centro come il nostro l' infezione non ha ucciso, comunque ha bloccato una parte di economia del paese, ci ha tolto le funzioni religiose in chiesa, lo stare insieme, quante famiglie perché numerose non si riuniscono più, quanti anziani soli e quanti bambini privi di un piccolo spazio all'aperto. Per questo e tanto altro la ripartenza della Nazione intera sarà la punta di un iceberg da sciogliere tutti insieme per quanto difficile sia.


Sabina Limongelli

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