L'opinione che non ti attendi

La replica di Falbo all'intervento della lettrice



Ringrazio l’avv. Valeria Saccomanno per l’interesse rivolto al mio modesto articolo di una nuova rubrica, alla quale tutti possono concorrere per renderla sempre più interessante. Preciso che l’articolo in questione, Assiomi e corollari, non è un editoriale, che nelle misure e nei pesi giornalistici, ha altra valenza e pregnanza, ma è semplicemente, appunto, un’opinione personale.

Per entrare nel merito è bene anche segnalare che gli appunti rivolti così garbatamente dalla lettrice erano più che conosciuti, essendo gli stessi già manifestati da tanti altri. E dico di più considerato che i richiami sono all’autorevole Presidente Mattarella gli si può assolutamente dar credito, ci mancherebbe altro. Ma il problema posto nel mio articoletto è di altra natura, ben diversa da quella in chiave economica o di macro economia finanziaria. Nulla di tutto questo. L’economia ha scritto qualcuno qualche secolo fa è la struttura portante delle società capitalistiche e borghesi e tutte le altre manifestazioni dell’agire umano sono sovrastrutture, tutte ma proprio tutte. Così più o meno ha scritto quell’economista che, non a caso predicava la conquista dei mezzi e dei beni di produzione per cambiare la società. Abbiamo tutti visto poi come è finita. Per la verità quelle affermazioni un tempo mi avevano affascinato, ritenendole la chiave per la soluzione di innumerevoli problemi. Si era nel radioso ’68 e tutti i giovani, o quasi tutti, sognavano prossimi advenienti paradisi, che ovviamente non sono arrivati. Così ho smesso di credere in soluzioni tanto rivoluzionarie e ancor più convinto che in buona sostanza l’uomo non è solamente l’Homo economicus, o a una dimensione come qualcun altro ha scritto, e ho smesso di credere nel potere salvifico dell’onnipotente economia. L’uomo è altro, molto di più di quanto da me appreso in quegli anni.

Voglio solo dire che è vero che in questa società post-post industriale, direbbe qualcun altro della Terza Ondata di Cambiamento, o società del pensiero debole o ancora del pensiero unico o liquido ecc… l’economia ancora la fa da padrona, purtroppo, ma sono anche vere altre e più preoccupanti realtà: l’aumento della povertà, la concentrazione della ricchezza in poche mani, le speculazioni selvagge e inumane, la disoccupazione, la mortificazione di un’intera generazione di giovani che se va avanti così non potrà mai sapere cosa significa lavorare, non perché siano degli irriducibili sfaticati, no, non per questo, ma perché di fatto non hanno opportunità di un lavoro decoroso o di un qualunque altro lavoro che permetta loro di progettare una vita futura, di sperimentare, di tentare di crearsi o formarsi una famiglia senza dover ricorrere ai proventi genitoriali. Una continua quanto ingiusta e deprecabile ingiustizia che offende l’essere umano, non il genere, ma la sua essenza. Una forzata condanna all’irresponsabilità, non intesa come immaturità nelle scelte o nell’agire, ma come impossibilità di assumere convenientemente le proprie decisioni, dal naturalissimo quanto necessario corretto soddisfacimento dei bisogni vitali, a quelli più meramente legati al vivere una vita degna e onorata. In breve una generazione condannata a non poter assumere alcuna decisione, a non poter assumere alcuna responsabilità, a non avere i mezzi indispensabili per scegliere e decidere del proprio futuro e della propria vita. Altro che fannulloni sdraiati sul divano! Questo è quello che personalmente mi preoccupa e che mi angoscia. Conosco tanti giovani in questa situazione e Le assicuro che a questi poco interessa dello spread o di manovre finanziarie o di sforamenti o di un futuro rovinoso indebitato, semplicemente perché essi sono convinti che non hanno futuro.

La libertà va concretamente vissuta come possibilità di scegliere.

La democrazia è tale solo se è dato ai cittadini di partecipare e decidere.

L’uguaglianza… beh, lasciamo perdere, ci vorrebbe un’enciclopedia per ripetere quello che da tanti e da tanto tempo si ripete e che puntualmente viene disatteso, purtroppo.

A proposito, giusto per chiudere questo, per me, amaro scritto: non sono un grillino almeno così ho evitato di essere considerato un grullino.

E ho anche tre figli e cinque nipoti molto più fortunati degli altri giovani e dei mancati nonni.

Che il Signore illumini le nostre menti e faccia fare le giuste scelte ai nostri governanti.

Chiunque essi siano.

Cordialmente.


Eduardo Falbo

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