La Parrocchia

La Storia



Risalente al XV secolo, di stampo prettamente romanico rozzo, la chiesa Madre pare abbia origini molto più lontane: una bolla ritrovata nell’archivio parrocchiale colloca la sua prima consacrazione, ad opera dell’arcivescovo di Benevento, nell’anno 1283.
Rasa al suolo dai terribili terremoti del 1688 e del 1702 fu ricostruita grazie alla generosità dei cittadini padulesi che ne incentivarono la riapertura al culto.
Il 25 Luglio del 1704 papa Benedetto XIII, allora cardinale Orsini, benediceva le mura mostrando particolare attenzione e affetto per questa “Collegiata Chiesa Abadiale”.

L’edificio che possiamo ammirare oggi in tutto il suo splendore ha ricevuto nel corso degli anni molteplici arricchimenti che lo hanno reso un ambiente artistico di rara bellezza.
Alla chiesa si accede dal campanile lapideo quadrato, a due terrazze, sotto il quale si apre un ampio ingresso arcuato che da una scalinata conduce all’interno.
Alle estremità dell’arcata, due bassorilievi in pietra, rappresentanti branchi di maiali e pecore, probabilmente simboli pastorali del paese.
Di fronte all’ingresso principale, al lato opposto della piazza, si innalza la storica sottetta recentemente ricostruita in cemento armato, in cui sono incastonati gli elementi dell'antica tettoia, un tempo adibita a mercato.

Oltrepassato il portone ligneo, tenendosi nel corridoio centrale si ha una completa visione di tutto l'interno: sull'ingresso stesso s'innalza un'ampia balconata interna che si affaccia sull'aula liturgica; frontalmente spicca l'altare maggiore delimitato da una balaustra marmorea; in alto l'inconsueto soffitto, con particolari sporgenze originariamente in bianco e celeste, rappresentanti probabilmente dei nidi di rondine; ai lati simmetricamente, quattro altari minori, ciascuno legato a un santo o a una funzione cerimoniale; dall'ingresso, immediatamente a sinistra, lo splendido Battistero in marmo, un tempo utilizzato nei suggestivi battesimi per immersione.

In alto, al di sopra di ciascun altare, tele a fondo cupo della Scuola Napoletana dell'800, finemente restaurate. Partendo dall'altare Maggiore e proseguendo con gli altri altari minori, troviamo le tele di: san Bartolomeo; san Rocco e san Sebastiano; Madonna del Carmine nel gesto di consegnare lo scapolare; Anime del Purgatorio; Crocifisso con santa Lucia e san Girolamo; Madonna del Rosario.

Negli ultimi anni, ad arricchire la già splendida chiesa Madre, nonché a renderla maggiormente una delle principali attrazioni turistiche del paese, è intervenuto fortemente l'artista contemporaneo locale Mimmo Paladino, che ha regalato alla comunità gli arredi dell'altare Maggiore. La mensa è realizzata in acciaio cor-ten con incisioni al laser, composta da più simboli legati tra loro che richiamano raffigurazioni arcaiche dell'Antico e Nuovo Testamento tra cui risalta l'Agnello Immolato. La parte superiore è una lastra in ottone patinato.

Oltre alla Mensa, Paladino ha creato altri accessori strettamente legati a essa:
• I leggii e i candelabri, che richiamano la stessa simbologia biblica, anch’essi in acciaio cor-ten;
• La Sede (Sedia del Ministro che presiede la cerimonia), in acciaio grezzo, con spalliera circolare, alla cui estremità s’innalza una croce, rappresentante la signoria di Dio sul Mondo e il dovere dei Pastori della Chiesa di annunciare il Vangelo.
Da segnalare è infine il vecchio coro ligneo, per il cui restauro si stanno cercando fondi.

Riccardo Feleppa

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