L'opinione che non ti attendi

La libertà di conoscere, esprimersi, discutere



Mi ero ripromesso di non intervenire in quell’accesa polemica che ha diviso l’opinione pubblica, ma aprendo Voce Amica ho letto la riflessione di John Milton così opportunamente proposta dalla Redazione, di sicuro dal nostro Direttore Responsabile. Ed è una citazione impeccabile, seria, serena, pacata e profondamente saggia e, diremo oggi, "democratica e costituzionalmente sancita". Oggi in questo periodo così denso di "innovazioni" e "cambiamenti" veri o presunti quel pensiero dovrebbe essere di ispirazione ad ogni nostro altro pensiero. La ripeto: «Prima di ogni altra libertà, datemi la libertà di conoscere, di esprimermi e discutere liberamente secondo coscienza».

Vi sembra una richiesta sui generis? Vi sembra pretestuosa? Vi sembra eccessiva? Se così fosse forse dovremmo chiederci se pensiamo così perché quel pensiero lo ha prodotto quel John Milton, che forse sappiamo essere l’autore di due colossali monumenti letterari, quali son Il Paradiso perduto e Il Paradiso riconquistato, e che forse ricordiamo essere l’intellettuale e l’artista di punta del puritanesimo, una corrente, per dirla in breve, che voleva purificare la religione cristiana (sia protestante, che cattolica) da tutti quegli insegnamenti che non erano fondati sulle Sacre Scritture. Milton fra l’altro è stato un pensatore di rilievo ed anche molto impegnato, come si dice oggi, nel sociale e nella vita politica del suo tempo.

E quel suo pensiero possiamo ben dire anticipa, e di molto, quello che sembra assai simile, che molti di noi utilizzano a iosa e che erroneamente attribuiscono a Voltaire, che per la verità a studiarlo bene e a conoscerlo un po’ in più sembra avere tutt’altre idee. Ecco l’altro pensiero: «Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere». Che non è stato scritto, e forsanche mai pensato, da Voltaire, ma da Evelyn Beatrice Hall nel 1906 o giù di lì in un meno noto libro Gli amici di Voltaire.

Ben si comprende come il senso del profondo insegnamento di Milton che con sfumature diverse, con toni direi più enfatici e più passionali, è ripreso dalla Hall, consista essenzialmente nel concedere la possibilità a tutti di esprimersi liberamente secondo coscienza, ossia secondo le più intime e personali convinzioni in spirito di verità, e non per imbonire, propagandare, convincere, ma per dar libera espressione alla propria coscienza, per esprimere senza mentire le proprie convinzioni.

Ed ovviamente questo va dato ed assicurato a tutti, affinché tutti esprimano le proprie vere convinzioni, non necessariamente in linea con quelle degli altri, ma sempre secondo coscienza (e dici poco!). D’altra parte il non essere conformati, o si diceva una volta “massificati”, dà il senso della nostra umanità, è la ricchezza dell’Umanità. Dovremmo forse scandalizzarci di meno, o ancor meglio non dovremmo far finta di scandalizzarci, se altri non la pensano come noi per due ordini di motivi, dei quali il primo è stato espresso, il secondo è che quello che osteggiamo oggi, potremmo condividerlo domani.


Eduardo Falbo

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