L'opinione che non ti attendi

L'Italia non è razzista, vi sono solo tantissimi razzisti



Da definire abominevole quanto è accaduto in una scuola elementare di Foligno, ai danni di due minori di colore, fratello e sorella, da parte di un azione frustante di un maestro supplente. Si potrebbe fare un elenco di aggettivi per commentare il fatto e l’azione, ma non basterebbero pagine a disposizione. I bambini dovrebbero sentirsi al sicuro nell’ambiente scolastico e invece s’incorre in accadimenti che segnano il loro percorso. Il maestro in questione, tale Mauro Bocci si è giustificato nel dire che è stato un equivoco, che si è trattato di una lezione d’integrazione e che faceva parte di un esperimento sociale. Un enorme cattiveria, visto che il bambino è stato messo con la faccia contro una finestra, con il commento che era brutto da guardare. Alla sorellina invece, in un’altra classe sempre dallo stesso maestro, le è stato detto testualmente di assomigliare a una scimmia.

Questo è razzismo senza giustificazioni, senza cercare motivazioni che non esistono, tra l’altro in un momento così delicato che sta attraversando il nostro paese è proprio un messaggio orribile che passa sotto gli occhi di tutti. Da diverse testimonianze si evince che il Bocci, troppo per lui chiamarlo maestro in questo frangente, era da ben quattordici giorni che perseverava in queste azioni umilianti, anche su facebook si è trovato di suoi commenti a significato razzista. A dare una gran lezione di vita, in questa situazione mortificante, sono stati i bambini dell’intera classe, alzandosi, e raggiunto il compagno hanno detto: noi siamo come lui! In questo caso, come in tanti altri, la cosa deprimente è che passa sempre del tempo prima di intervenire e i bambini subiscono. Accertamenti, verifiche, testimonianze, riscontri e chi più ne ha più ne metta, intanto il trauma sconvolge i bambini, esseri preziosi tutti e non distinguibili per colore e provenienza. Ma poi nel caso specifico, si è detto esperimento d’integrazione, guarda caso con un bambino nigeriano già ottimamente inserito nel contesto da anni, non c’erano altri esempi da fare? Brutto da guardare, mi verrebbe da dire al sig. Bocci nell’anima e nell’aspetto e soprattutto il suo ruolo di supplente non ha dato buoni frutti, lo vedo alquanto compromesso, dovrà aggiornare la sua formazione prima di continuare nell’insegnamento. Far apprendere ai suoi alunni, il concetto di differenza razziale, ha proprio fallito, i bambini capiscono benissimo, non esistono differenze, si guardano negli occhi, si prendono per mano e diventano complici al di là del colore della pelle, e in questo caso hanno capito benissimo dell’errore che si stava commettendo, i veri maestri sono stati loro.

L’Italia non è un paese razzista come hanno ribadito i genitori dei bambini (nella foto, la mamma), sottolineando che in diciassette anni è la prima volta che si sono imbattuti in una situazione del genere. A scanso di equivoci comunque, è meglio correre ai ripari, perché non esiste che a farne le spese siano i più piccoli, è molto ma molto grave. L’esperimento sociale e un po’ di lezioni d’intelligenza, andrebbero fatte a chi si comporta ancora in questo modo e soprattutto nei confronti dei bambini. Difendiamo i bambini sempre!!!



Sabina Limongelli

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