Gli speciali di Voce Amica

L'effigie della Madonna di Fatima a Paduli


Dopo un lungo tempo di preparazione e giorni di attesa giungeva il tredici maggio. Già di prima mattina si provvedeva agli ultimi accorgimenti tecnici. Per le strade dove sarebbe passata la processione s'intravedevano i primi segni di azzurro e bianco, i colori di coccarde, nastri e palloncini che determinavano un percorso accogliente l'effigie della Madonna di Fatima, attesa nel tardo pomeriggio. Si scongiurava il bel tempo e intorno alle diciassette e trenta cominciavano ad arrivare le prime persone al punto d'incontro, al campo sportivo, un altro segno positivo, dell'accorato invito che il nostro parroco pronunciava alla fine di ogni messa, nei giorni precedenti. Bambini, intere famiglie e anziani erano pronti per la processione che avrebbe condotto alla collocazione predestinata la Madonnina. Ogni attimo era emozionante, in preghiera, e la voce di don Enrico che ci avvisava della partenza dell'elicottero dei vigili del fuoco che sarebbe giunto a breve, attendevamo.

Erano quasi le diciotto e trenta, quando il rombo dell'elicottero sopraggiungeva su Paduli. Lo seguivamo con lo sguardo intrepidi per il suo atterraggio, al centro del campo sportivo, finalmente tocca terra. Quando si è aperto il portellone del velivolo e si è intravista la Madonnina, penso che per chiunque era presente è stata una sensazione bellissima e per ognuno un significato. La consegna nelle mani del nostro sindaco, l'accoglienza e la benedizione sono state emozioni forti, tenute strette tra gli applausi, i fuochi d'artificio e il silenzio contemporaneamente. C'era chi provvedeva a dare inizio alla processione, secondo le indicazioni di don Enrico. La processione ha inizio, accompagnati dal calore del sole e un leggero venticello, in preghiera e canti, con tre bambini nei panni dei tre pastorelli di Fatima: Giacinta, Lucia e Francesco, e con tanti altri che sventolavano pon pon e fazzoletti bianchi e azzurri.


















Durante il percorso si aggiungevano sempre più persone, ci si alternava per portare la Madonnina, ovviamente a spalla e innalzata su di una lettiga, ai suoi piedi un cerchio di fiori per farle onore. Anche io ho avuto il privilegio di portarla sulla mia spalla tremolante, anche se per un breve tragitto è stato molto commovente, ne porterò sempre con me il ricordo. Ogni tanto ci si fermava per dar modo agli anziani ammalati, che aspettavano da un balcone, da una finestra piuttosto che per il tragitto da una panchina, di fare il proprio saluto. Le strade toccate dalla processione a partire dal campo sportivo, Via di Benevento, via Rotabile, Muraglione, v.le Libertà e discesa dal monumento ai caduti, verso via G.Longo, sono state rappresentative per l'intera comunità. E' stato un cammino suggestivo e sentito nel cuore, noi accompagnavamo la Madonnina ma lei ha portato per mano tutti noi, chiunque ha pronunciato un Ave Maria, chiunque ha partecipato ha dato testimonianza di fede.

L'arrivo alla zona di passeggio di via G.Longo, che ora sicuramente ha aquisito un valore etereo, è stato ancora più toccante, perchè in quel momento quando don Enrico ha benedetto l'edicola e la Madonnina è stata posizionata all' interno, c'è stata la certezza che quell'effigie ci apparteneva, che restava chiusa nella sua casina lì per tutti noi. Si è dato inizio alla celebrazione eucaristica, in quel luogo diventato in quel momento inviolabile, santo per l'evento. Un altare semplice ma allo stesso tempo incantevole ha accolto tutti. Don Enrico nella sua omelia, ha detto poche cose ma pertinenti al momento, e con una voce ristretta dall'emozione, ha comunicato l'essenzialità e l'importanza dell'intero pomeriggio. L'intera celebrazione si concludeva intorno alle ore ventuno, con ringraziamenti, fuochi d'artificio e applausi, per aver trascorso delle ore insieme, accomunati dalla scelta di partecipare a qualcosa di impareggiabile, insieme a testimoniare una fede senza eguali. Restiamo sempre grati a chi ha permesso tutto questo e custodiamo soprattutto con rispetto la Madonna di Fatima che allunga il suo dolce sguardo su tutti noi. Ognuno conservi dentro di sè le sensazioni di quel tredici maggio e ne dia sempre testimonianza.


Sabina Limongelli


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