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L'anno prossimo si sveleranno gli archivi di Pio XII



Papa Francesco ha annunciato che dal 2 marzo 2020 gli archivi segreti relativi al pontificato di Pio XII saranno consultabili gratuitamente da studiosi e ricercatori ovviamente qualificati «che abbiano interesse a compiere indagini di carattere scientifico. Il requisito necessario è il possesso del titolo di Laurea specialistica (quinquennale) o di altro diploma universitario equivalente (per gli ecclesiastici la licenza o il dottorato)» fa sapere il sito dell’Archivio ed è necessaria ovviamente «lettera di presentazione di un Istituto di ricerca storico-scientifica accreditato o di una persona qualificata nel campo delle ricerche storiche (professore titolare di cattedra universitaria)» precisa lo stesso sito. Una prassi normale e seguita da tutti gli enti o le istituzioni che mettono a disposizione documenti di rilevanza storica.

E questi documenti lì custoditi di rilevanza storica ne hanno, considerato che quelli sono gli anni più controversi della storia contemporanea della Chiesa Cattolica e lo studio e la consultazione potrà finalmente illuminare con maggiore obiettività documentale quelle controversie e le gravi accuse mosse da tanti studiosi critici dell’operato del Papa Pio XII durante il sofferto periodo del fascismo e del nazismo e l’aberrante abominio dello sterminio di massa degli ebrei, di quel genocidio che è indubbiamente la vergogna e la tragedia irreparabile di quel drammatico periodo.

La storia si scrive sui documenti, quando è possibile e anche questo non sempre è garanzia di attendibilità piena ed oggettiva ed ultima, non sempre è la verità storica, che tutti cercano e invocano. Un professore, a me studente ansioso di conoscere e sapere di cose di storia, ebbe a rivelarmi qualcosa che mi fece rabbrividire e mi lasciò attonito e perplesso: L’unica cosa non certa nel mondo è la storia. La ricerca storica va continuamente aggiornata e scandagliata e non ci si può fermare alla superfice, anche di prove documentali. Ovvio che ben vengano anche quelle, ma quanti documenti palesano o rendono evidenti i sentimenti, i tormenti e i moti dell’animo e perfino le più intime convinzioni degli attori di questo o quell’accadimento o evento?

È necessario quindi adoperarsi per uno studio olistico, nella sua accezione etimologica, perché maggiormente predittivo e capace di dar maggior conto di quelle decisioni che stanno alla base di quei fatti. Pio XII è stato accusato di aver taciuto durante quello sventurato periodo, qualcuno lo ha definito addirittura il Papa di Hitler con il chiaro intento denigratorio, ma molti, decine e centinaia, migliaia di ebrei hanno potuto testimoniare i suoi interventi tesi a non far chiacchiere di proclami infruttuosi e velleitari contro un mostro disumano quanto determinato a distruggere ed aggredire, ma a salvare vite umane, a strappare vittime sacrificali all’altare di quell’anticristo.

Forse gesti non plateali, senza megafoni e senza cinegiornali… fortunatamente, perché, mi chiedo se ciò fosse avvenuto, se ci fossero state prese di posizioni e sfide del tipo all’OK Corral o Mezzogiorno di fuoco, ditemi chi si sarebbe adoperato per salvare quelle vite? Certamente non il Führer o il fascio, anzi avrebbero avuto un qualche motivo in più per ampliare lager, campi di sterminio, patrie galere e esili in isole deserte, ma sicuramente Papa Pacelli sarebbe stato candidato al Premio Nobel per la Pace.


Eduardo Falbo

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