L'opinione che non ti attendi

In margine alle polemiche sull'arresto di Cesare Battisti



Commenti negativi sul Ministro Salvini e il Ministro Bonafede, accusati di aver spettacolarizzato l’arrivo del detenuto Cesare Battisti in Italia. Commenti duri e dall’amaro sapore della faziosità, ed ancor più di un’inutilità evidente. Cesare Battisti latitante per quasi un quarantennio è riuscito ad evitare di scontare, almeno fino ad ora, ben due condanne all’ergastolo perché ritenuto colpevole di quattro omicidi in quelli definiti anni di piombo, perché duri e violenti come il piombo che pesa ed uccide.

Un successo per lo Stato e gli altri organi di polizia della nostra Italia, per lungo tempo beffeggiata ed inascoltata su un tema scottante qual è quello di assicurare alle patrie galere condannati per i crimini più gravi e terribili, quali furono quelli per i quali è stato condannato Battisti. Tutti si sono scatenati nei modi e nelle maniere più disparate. Qualcuno invocava l’innocenza, forse dimenticando che in Italia vige il principio che nessuno può essere condannato senza difesa… se vuole. Ma Battisti ha preferito scappare via in Paesi esteri più accoglienti e forse con sistemi giuridici o codici penali diversi da quelli vigenti in Italia. Qualcun altro ha ricordato il dolore che deve aver provato il figlioletto di Battisti, e questo è certamente comprensibile per il piccolo. Ma gli errori si pagano e in questo caso si tratta di un errore terribile, qual è l’aver privato altri figli del loro padre ucciso senza alcuna pietà o pentimento.

Altri ancora hanno puntato il dito sulla documentazione di quell’arrivo, sul fatto che erano presenti ben due Ministri del Governo italiano. Ma coloro che da quarant’anni circa si chiedevano come mai fosse consentito a un condannato a due ergastoli essere ancora libero e probabilmente tra questi anche qualche ergastolano che avrà pensato a questa strana ingiustizia del tipo “a me sì, a lui no”, ebbene a costoro era dovuto far conoscere che la giustizia era al fine giunta. Con quella presenza forte non si è voluto offendere nessuno, non è stata una sadica celebrazione, ma la riaffermazione del principio che la legge in Italia è uguale per tutti. Non si è trattata di una passerella piacevole, con trombette, cotillon e abito scuro da cerimonia e non c’era alcuna banda che intonasse l’inno nazionale o una qualche altra marcetta meno impegnativa, non c’era un numeroso pubblico in attesa. C’era meno di quello che accade per una partita di calcio, insomma. Ma c’era, com’era giusto che ci fosse, lo Stato che ha voluto riaffermare la sua serietà e la forza delle Istituzioni. C’era lo Stato che ha voluto rassicurare tanti cittadini spaventati da criminali impuniti con il chiaro messaggio che nessuno può sfuggire al giusto castigo. E c’era lo Stato che ringraziava quegli uomini che rischiano la loro vita per la nostra sicurezza. Questo c’era e non certamente la celebrazione di Battisti.

Ho letto molti commenti, non ho trovato però quelli più importanti. Quelli dei famigliari delle vittime o di coloro che all’epoca di quegli efferati crimini erano bambini, come lo è oggi il figlio di quell’uomo ormai distrutto.


Eduardo Falbo

▲ top page
Voce Amica
Autorizzazione Tribunale Benevento n. 9 del 30 settembre 2014
Rg 1446/2014

portale d’informazione quotidiana Parrocchia San Bartolomeo Apostolo
82020 Paduli (BN) - Piazza degli Eroi di Trento e Trieste, 7


proprietà don Enrico Francesco Iuliano - Via Roma, 24 - 82020 Paduli (BN)
telefono 0824.927.186
web www.voceamicapaduli.it
email info@voceamicapaduli.it

Service Provider Widestore srl - Via Gulinelli, 21 A - 44122 Ferrara (FE)

Paduli 2014 - 2019
codice fiscale parrocchia
92007210625