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Il vicepremier Luigi Di Maio contro i giornalisti



Questa non mi piace
Mi riferisco all’idea espressa dal Movimento 5 Stelle di una sorta di nuova messa all’indice di cinque famose testate giornalistiche. Comprare la Repubblica equivale a finanziare il Pd. Questo viene sostenuto nel Blog delle stelle, tanto vale destinare in beneficenza l’equivalente del costo del giornale. In pratica si suggerisce di non comprare quei giornali perché ritenuti di parte anche se finanziati con cospicui fondi pubblici.

Non mi piace per una serie di ovvie ragioni, la prima delle quali è che la libera espressione e circolazione delle idee e delle informazioni è la linfa vitale della democrazia, è questo penso che sia ampiamente riconosciuto dall’On. Di Maio e dal vulcanico Beppe Grillo. Di una espressione libera delle idee, anche di quelle che non ci piacciono o sono diametralmente opposte alle nostre, ma che forse piacciono ad altri. Fortunatamente la varietà e la diversità e la non omologazione sono gli elementi distintivi di ciò che chiamiamo democrazia e ove la libera espressione e manifestazione delle idee permette al popolo di avere un quadro più ampio e completo di possibili opzioni e scelte.
Non vorrei ripetere la famosa frase attribuita erroneamente a Voltaire, ma che nei fatti sembra essere stata prodotta da una sua ammiratrice, tale Evelyn Beatrice Hall, e che mai come questa volta esprime chiaramente il concetto: Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire. Qui si è pronti a dare la vita e non pochi o molti milioni di euro, per di più gravati su più o meno cinquanta milioni di italiani.

Anche in questo caso bisognerebbe applicare la regola aurea del rapporto tra costi e benefici, che tanto e a giusta ragione sembra piacere ai Grillini, ed allora se si è pronti a dare la vita perché altri si esprimano, è più conveniente tenersi la vita e finanziare i giornali di qualunque tendenza o parte. Questo, ovviamente, se si è d’accordo con il famoso aforisma, se in buona sostanza si è per la libertà di pensare e scegliere, di leggere e capire nella continua e perenne nostra ricerca della Verità. Diversamente si porrebbe un bel problema, quello che affligge tutti i cosiddetti fondamentalisti: ritenersi i detentori unici della Verità.

Siamo proprio convinti di aver sempre ragione e di essere gli unici a possedere la Verità?
Metodicamente io ne dubito, come il grande Cartesio, e dovrebbero dubitarne gli stessi Grillini, riferendosi proprio alla loro storia ancora fresca di risultati clamorosi, e storicamente sono più che mai convinto che una Verità umana, come dire prodotta dall’uomo, non esiste. La storia ha liquidato di fatto vecchie ed antiche culture e civiltà, ha reso obsolete prospettive ideologiche e ha fatto sparire partiti un tempo ritenuti monolitici, così come ha prodotto cambiamenti insperati, progressi e segni di civiltà favolosi, sì proprio realizzando tante di quelle favole che i nostri avi raccontavano ai nipoti.

Nessuno fino a qualche manciata di anni fa credeva che il Movimento 5 Stelle potesse mai raggiungere i risultati che tutti conosciamo o che altri ottenessero clamorose e sonore batoste. Ma questo è accaduto. E a me fa piacere che questo accada, anche perché è nell’ordine del divenire delle cose e del progresso del pensiero. Hegel ricordava lo sviluppo dialettico della storia dell’uomo, nel quale l’antitesi progredirà fino a divenire essa stessa tesi per poi continuare il processo. E questo concetto fu ripreso e aggiustato da Marx, ma il tutto già era rintracciabile nel pensiero antico, certo sì con altre formulazioni ed espressioni. Voglio solo dire che ciò che noi oggi avversiamo, potrebbe essere il pensiero o la cosa giusta di domani, e questo tutti dovrebbero ricordarlo nell’interesse dell’umanità tutta, presente e futura.

E poi perché non fidarsi della maturità dei cittadini e degli elettori, di quegli stessi elettori che nonostante questa stampa hanno dimostrato più che chiaramente di non essere stati condizionati o convinti da notizie false o tendenziose che più o meno circolavano e continuano a circolare. Nel Terzo Millennio saranno ben capaci di capire, comprendere e scegliere, esattamente come hanno fatto nelle ultime elezioni. O forse si ritiene che siano tutti di colpo rincitrulliti? E se così fosse come potremmo mai realizzare quel sogno grillino della democrazia diretta? Per farlo dobbiamo aver fiducia nei cittadini e dobbiamo ricordare un potente insegnamento evangelico che potrebbe essere la soluzione per problemi di questo tipo e che più o meno recita così: Non chi dice Signore, Signore entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la Volontà del Padre mio. Lasciamo parlare e scrivere di idee ed espressioni, senza offendere o calunniare, comportamenti questi già previsti come reati, e preoccupiamoci del fare e del fare bene. Come dire: Verba volant, scripta manent (e poi dicono che il latino non serve!). Lasciamo che tutto vada secondo natura e che i giusti e i puri continuino nella loro opera e che possono farlo, anche i faziosi e i falsi. D’altra parte, senza quelli, i cattivi, come potremmo accorgerci delle differenze?



Eduardo Falbo


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