Attualità

I giovani d'oggi


Dionigi, tiranno di Siracusa, vissuto nel 400 a.C., si faceva radere la barba solo dalle figlie per timore di attentati alla propria vita. Dunque metteva nelle mani delle figlie la propria incolumità.
I ragazzi d’oggi, invece, sono sempre in continuo conflitto con i genitori. Quasi come se ce l’avessero con noi. C’è un abisso. Un vuoto enorme. Una mancanza di trasmissione. Una frattura di valori.
Le priorità dei giovani sono diverse da quelle degli adulti. E la verità è che sono loro i modelli cui la società consumistica mira. Sembra che sia facile per loro realizzare i sogni e ottenere ciò che vogliono, tutto e subito. E, i genitori in particolare e gli adulti in generale, non hanno più ascendente sui giovani. Non hanno più valore i No. Anche perché, se ancora qualche genitore lo pronuncia, non è poi legittimato dalla società esterna.
E dunque l’educazione è al lumicino. E dunque la società è in crisi.
E intanto psicanalisti e psicologi ne ricercano le cause e le palleggiano tra scuola e famiglia. La famiglia ne attribuisce la colpa alla scuola e viceversa.
E chi ne paga le spese è il rendimento scolastico dei giovani. E diventa sempre più difficile intervenire e parlare con i ragazzi. Spesso si chiudono in un mutismo spaventoso. Si rifugiano nelle loro camere. I più “educati” non sbattono la porta. Ma comunque c’è un cartellino fuori che ne vieta l’ingresso. Spesso continuano ad ascoltare musica con le cuffie anche quando si rivolge loro la parola. Com’è difficile il mestiere di genitori. Anche perché non esiste un manuale da studiare.
Cosa fare? Come comportarsi? Dare loro fiducia o fare i controllori?

Non c’è una risposta che valga sempre e comunque. Ma credo che alla base ci debba essere un’intesa tra adulti e giovani. Un’intesa supportata anche dai media e mi riferisco anche agli idoli dei giovani, quali gruppi musicali, sportivi.
Bisogna riprendere in mano l’educazione, riappropriarsene, come le redini di cavalli imbizzarriti. Bisogna riconquistarla. Qualcuno ha lanciato lo slogan della buona scuola. Io parlerei di buona educazione. Tutti. Bambini, giovani, adulti, anziani. Ognuno di noi la possiede all’interno. Dobbiamo solo sforzarci di tirarla fuori. Permesso. Grazie. Scusa. Parole rilanciate da papa Francesco, spiegando il senso della fatica della vita quotidiana, quale piccolo segreto di armonia.
Mi chiedo: Dionigi, vivendo oggi, si farebbe ancora radere dalle figlie? O si comprerebbe un bel rasoio elettrico ultimo modello? Magari scelto su Amazon?


Elisa Fiengo

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