La posta dei lettori

"Fake news" a tutto spiano, meglio "notizie false"



Stimato direttore,
so quanto sia attento alla lingua italiana, lo deduco dalla cura dei particolari del giornale on line da lei egregiamente diretto e da quanto apprendo a proposito del vuoto redazionale ho capito che deve cavarsela da solo. Mi perdoni la franchezza, ma chi glielo fa fare? Il denaro? Altro?
Le scrivo però per domandarle perché ci si ostini a parlare e scrivere di fake news quando si potrebbe benissimo usare "notizie false", quelle che una volta definivamo semplicemente "bufale".
La ringrazio per l'attenzione.


Lettera firmata


Caro lettore,
se è un assiduo visitatore del nostro portale, così come mi scrive in privato chiedendomi inoltre di non pubblicare il suo nome e cognome, comprenderà se glisso la sua prima domanda in attesa che si svolga la riunione chiarificatrice e di cui ne renderemo in ogni caso partecipi i lettori in futuro.
La Camera dei deputati lo scorso anno ha aperto il primo tavolo sulla campagna #BastaBufale, nata proprio per approfondire il tema delle notizie false o fake news. Durante tutto questo tempo è stato redatto un decalogo a cui hanno aderito Rai, Fieg, Confindustria, Facebook e Google, che ha interessato il Miur facendo sì che raggiungesse oltre 4 milioni di studenti affinché si attrezzassero per difendersi dalle false notizie. Il fenomeno, di cui si sta tanto dibattendo, ha purtroppo radici strutturali da non sottovalutare. Come ha sottolineato la passata ministra dell'istruzione Valeria Fedeli: «I giovani d'oggi sono nativi digitali, ma non devono essere consumatori passivi di tecnologia, quanto piuttosto consumatori critici e produttori consapevoli di informazione e conoscenza. L'educazione delle nuove generazioni è la prima soluzione di lungo termine a questa questione».
Purtroppo ognuno oggi crede di poter fare informazione, pochi si affidano all'attendibilità delle fonti, ma comprendere le dinamiche e le regole di tutto ciò che si può trovare in rete sono elementi cruciali per creare una corretta educazione civica digitale.
La locuzione "fake news" si è affermata al pari di tante altre prese dall'inglese e che una volta erano bandite a scuola quali forestierismi mentre oggi dilagano a tutto spiano in ogni contesto. Ce ne dobbiamo fare una ragione.

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