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Don Milani? Un cristiano e per di più prete cattolico



«Ho letto la Messa. Sai che è più interessante dei Sei personaggi in cerca d’autore?».
È tratto da una lettera all’amico d’infanzia Oreste Del Buono, che ho ripreso da un articolo Don Lorenzo Milani, chi era costui? La storia in 10 tappe di Elisa Chiari su Famiglia Cristiana [l'articolista non si riferisce all'edizione cartacea distribuita domenica in parrocchia bensì a quella on line famigliacristiana.it, NdD] di domenica 2 luglio, quindi molto recente e di cocente attualità. Don Lorenzo Milani era più interessato a leggere la Messa che un’opera di Pirandello? Davvero interessante e profetico se non fosse per il fatto che all’epoca era ancora agnostico. Ma ecco il primo suggerimento: preferire quelle letture e, che ne so, almeno i Padri della Chiesa o i teologi cristiani o la vita e i detti dei Padri del Deserto a Pirandello o all’onnipresente (... ancora?) Dostoevskij o qualche altro libero pensatore della scuola junghiana o freudiana o di un altro Vattelapesca.

Quella frase è riferita al periodo prima delle sua conversione, perché cominciamo a dire subito che il cristiano è sempre in continua e perenne conversione, così evitiamo possibili distinguo e alchimie linguistiche che, fra l’altro, poco piacevano al Priore. Definire oggi Don Lorenzo Milani un pedagogista, permettetemi di dire, è assolutamente riduttivo. Non lasciamoci ingannare dai paroloni, anche questo può essere iscritto tra gli insegnamenti del Prete di Barbiana. Eh, sì perché, giusto per capirci, in breve, il corso di laurea in pedagogia non esiste più, nemmeno nelle università di Magistero, ci saranno gli esami in ma non un corso di laurea che ti fa diventare dottore in pedagogia, ma non per questo pedagogista, che dovrebbe essere tutt’altra cosa.

Non lo è Don Milani nel senso corrente del termine e per gli effetti valoriali del titolo ai giorni d’oggi, ma lo è nel significato più corretto del termine, manco a dirlo, Don Lorenzo forse non lo avrebbe voluto, classico, ossia di quella pedagogia che forma, orienta e dirige gli educatori. E quando parliamo di educatori non ci riferiamo solamente ai docenti, che lo sono di professione, o ai genitori che lo sono per vocazione o legge di natura, ma a tutti coloro che hanno le redini in mano delle esistenze degli uomini. Un tempo i pedagogisti erano i filosofi, considerati i pensatori per eccellenza e che ispiravano, consigliavano, producevano leggi e dottrine, erano coloro che si interessavano al bene comune, alla polis, non si offenda il Priore, in buona sostanza quello che dovrebbero essere i politici per bene, onesti e consapevoli. Non a caso Don Lorenzo Milani ha ispirato i movimenti politici più innovatori degli anni settanta, pensiamo all’amato-odiato ’68, al Movimento Studentesco di quegli anni, a quel famoso quanto pericoloso per la cultura, diciotto politico che percorreva e infuriava nelle università in quegli anni.

Don Lorenzo Milani da pedagogista suo malgrado poteva essere il più capace dei riformatori della scuola ed invece quando proprio occorreva considerare con attenzione le sue proposte o esperienze è stato fatto fuori dalla sua Chiesa, o meglio, diciamolo correttamente, da una certa gerarchia ecclesiastica, il che significa che un qualche vescovo o cardinale ha considerato quelle idee troppo pericolose e lo ha fermato. E questo non stupisce più alcuno che si interessi o conosca un poco qualcosa: che dire è capitato a un certo Galileo Galilei, a un altro, meno fortunato Giordano Bruno… ma forse dimentichiamo chi non dovremmo. Sì, proprio Lui Nostro Signore Gesù Cristo.

Don Lorenzo Milani al di là delle polemiche di quegli anni rimane quindi un pedagogista suo malgrado, ma è di fatto per scelta e vocazione un prete, anche, manco a ridirlo, nel senso classico di servitore dei fratelli. Voglio solamente ricordare quello che a me ha insegnato e che ho cercato di seguire: bocciare è come sparare in un cespuglio, non sai se dietro quel cespuglio c’è un coniglio o un bambino. E quel bruttissimo verbo, bocciare, lo dovremmo intendere estensivamente applicabile non solamente alle deprecate valutazioni scolastiche, quanto più realmente applicabile a tutte quante le relazioni sociali: non dovremmo mai bocciare, assume il significato cristiano di non dovremmo mai condannare. È solo la Misericordia ad ispirare quel Prete. Chi era Don Lorenzo Milani? Un cristiano e per di più prete cattolico.


Eduardo Falbo

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