L'angolo del libro

Diario di Anna Frank



Il passaggio dall'età della fanciullezza a quella dell'adolescenza è stato per me segnato dalla lettura a quattordici anni del Diario di Anna Frank. E ha influito non poco sulla mia futura condizione di lettore e scrittore. Lo ebbi in regalo da una mia zia su segnalazione della compianta Maria Pia Avetrani, docente, artista e pittrice romana, che poi sarebbe diventata, ritrovata dopo moltissimi decenni, oramai ottuagenaria, una mia carissima amica, soprattutto nume tutelare, anche se lei, tanta era la stima che nutriva nei miei confronti, amava ripetermi d'essere io come un suo nipote speciale di cui andare orgogliosa.







Scritto tra il 1942 e il 1944 da una bambina ebrea di origine tedesca, che viveva nascosta con la propria famiglia in una specie di soffitta ad Amsterdam durante l'occupazione nazista dell'Olanda, e che finì i suoi giorni a Bergen Belsen nel marzo 1945, il diario fu ritrovato dopo la guerra nella soffitta e venne pubblicato ad Amsterdam nel 1947.





























Il libro, oltre i valori umani e documentari, rivela nell'autrice adolescente non comuni qualità letterarie. Anne, il suo nome in lingua originale, annotava nel maggio 1944: «Sai che il mio più caro desiderio è diventare un giorno giornalista e poi scrittrice...». Lo stesso fatto di immaginare una destinataria alle sue confidenze è indice di maturità artistica. Tradotto in tutte le lingue dall'originale olandese, è stato anche ridotto da Frances Goodrich e Albert Hackett per le scene, e portato poi sullo schermo: esso è una testimonianza, più impressionante di molte documentazioni particolareggiate, della situazione nei paesi occupati dal nazismo e delle condizioni in cui molti sono stati costretti a vivere per anni, nella speranza, spesso vana, di sfuggire allo sterminio.

Nei pensieri di un'adolescente, la verità sulla vita e sulla crudeltà degli uomini: un classico che interessa sempre nuove generazioni. È un ritratto nuovo quello che emerge da questa edizione integrale del Diario di Anne Frank, dove trovano finalmente spazio anche le parti censurate dal padre Otto per ragioni morali, culturali, familiari. Mancavano, nella prima versione, quella da me letta sul finire degli anni Sessanta, i litigi con la madre, le prime scoperte del sesso, i rapporti intimi con il giovane Peter, i turbamenti di un’adolescente che stava diventando donna. Tutto è annotato con precisione ed efficacia, con una profondità umana insospettabile in una quattordicenne. Questa edizione si avvale anche della ricostruzione, a mezzo testimonianze, degli ultimi mesi di vita di Anne Frank e della sorella Margot.






Anne Frank è nata il 12 giugno 1929 a Francoforte. Nel 1933, a causa delle persecuzioni naziste, emigra con la famiglia in Olanda. Ad Amsterdam, nonostante la guerra, vive un'infanzia felice fino al 1942. Il 6 luglio di quell'anno, i Frank si trasferiscono nell'Alloggio segreto situato nello stabile della Prinsengracht al civico 263. Il 4 agosto del 1944, a causa di una denuncia, vengono arrestati. Deportata ad Auschwitz e poi a Bergen Belsen, Anne muore di stenti e di tifo tra il febbraio e il marzo del 1945, poco dopo la sorella Margot.

Ha scritto uno studente statunitense, a proposito del 27 gennaio, Giornata della memoria: «Se solo fosse possibile, dovrebbe esserci un Undicesimo comandamento: Non restare indifferenti».

Giancarlo Scaramuzzo

La lista autentica dei deportati






























Lettera autografa del padre Otto Frank













La Stella di Davide imposta dai nazisti sugli abiti degli ebrei perché potessero essere individuabili da tutti

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