L'opinione che non ti attendi

Deve dimettersi o non deve dimettersi?



Un sondaggio si aggira per l’Italia! Si tratta delle dimissioni del simpaticissimo On. Luigi Di Maio, il nostro giovane corregionale sotto tiro per le ormai note vicende familiari. Certo è che le colpe dei padri non devono mai ricadere sui figli e questo è un principio sacrosanto. Ma qui non è in discussione la presunta colpa di un padre e la ricaduta della pena sui figli, ossia non si chiede che un figlio paghi per quella colpa del padre con le sanzioni o le pene previste per il padre colpevole. Qui la discussione è di altro tipo o dovrebbe essere tale. Non importa a nessuno quello che abbia fatto o non fatto il padre, interessa invece il principio da sempre espresso dal figlio e dalle piazze gremite dagli aderenti al Movimento nell’altisonante triplice richiesta di Onestà, onestà, onestà quasi a volere ricercare il puro ed incorrotto ed individuarlo attraverso i social o i voti on line, secondo l’altro principio cardine che ogni cittadino è in potenza un buon governante della cosa pubblica, almeno per due legislature a prescindere dalle esperienze in particolar modo di governo o di rappresentanza politica o di militanza, dalla cultura o dalle conoscenze… e chi più ne ha più ne metta.

Insomma un cittadino nel cui curricolo deve però necessariamente risaltare una e una sola parola, Onestà, appunto. Ottimo, davvero ottimo senza alcun sarcasmo o ironia. Ottimo sì, se ci trovassimo su quell’isola descritta da Tommaso Moro agli inizi del 1550: Utopia. La storia ci ricorda che ogniqualvolta il popolo è stanco dei soprusi, oppresso dalle tasse, affamato e logoro per lo sfruttamento, per la corruzione, per privilegi assurdi, per ingiustizia varia e diffusa, beh è allora che il popolo si risveglia e prende i forconi. Qualcosa di simile sta succedendo in Francia con i gilet gialli che stanno provocando non pochi danni e vittime. In Italia questo non è accaduto, almeno finora e speriamo continui a non accadere, proprio grazie alla nostra democrazia matura e consapevole ed alla presenza di possibilità di espressione del forte dissenso, sì, proprio grazie all’esistenza dei cosiddetti movimenti anti-sistema rappresentati dal Movimento 5Stelle e dalla Lega.

È così accaduto che i legittimi malumori del popolo si sono canalizzati verso quella direzione, senza provocare alcun danno ed esprimendo al meglio il principio democratico dell’alternanza, ossia del cambiare governo e assetto politico quando non è stato coerente e competente. Il Popolo sembra essersi riappropriato di quella Sovranità così ben espressa nell’articolo uno della Costituzione. La frase che precede questa è un’altra più famosa che ci ricorda che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Eh, sì il lavoro. A trovarlo… magari dicono in tanti qui al Sud. E intanto si spera e si è votato per il cambiamento per cambiare lo stato di cose che non soddisfaceva affatto. I movimenti in questione hanno innalzato i loro vessilli e stendardi per essere riconoscibili e riconosciuti dal Popolo sovrano e il Movimento 5Stelle ha sventolato quello appunto dell’Onestà ripetuta tre volte.

Ora c’è questo maledetto e fastidioso inghippo legato ai parenti dell’On. Di Maio, capo politico del Movimento 5Stelle, che come altri chiedeva massicce dosi di Onestà, somministrandole con espulsioni, allontanamento, non trattamento o non frequentazioni con personaggi sospetti a vario titolo e per vari motivi. Ed ha fatto bene. Ora la questione si è complicata perché pare che ci siano problemi per il papà dell’Onorevole, papà che è accusato per aver fatto lavorare in nero alcuni operai nella sua piccola ditta e per dei vecchi capannoni o ruderi, che almeno dalle foto non sembrano di chissà quale valore. Le opposizioni attaccano, l’opinione pubblica assiste incuriosita, i più arditi chiedono le dimissioni… insomma un brutto periodo per il giovane Onorevole, Ministro, Vice Premier e Capo politico. Si può capire e si possono anche capire le perplessità dei tanti che partecipavano ai cori ripetuti e urlati a squarciagola Onestà…

Non conosco il Regolamento del Movimento, né sono a conoscenza dello statuto, né la cosa mi interessa, ma conosco un principio più che sacrosanto. Fai agli altri quello che vuoi sia fatto a te stesso, altro che statuti e regolamenti o leggi. Se lo applicassimo non avremmo problemi, di sicuro. Allora probabilmente l’Onorevole Di Maio dovrebbe agire secondo questo principio. Cosa chiederebbe di fare se al suo posto ci fosse un suo avversario politico? Alcuni cattivoni dicono che l’ha già fatto, ma a guardar bene le cose i due eventi sono forse simili, ma non uguali per peso, misura, e valuta. Ed anche di questo va tenuto di conto. Per concludere vogliamo ricordare che i Santi sono già in Paradiso, che nessuno è perfetto, che non viviamo ad Utopia, che negli ultimi tempi non abbiamo avuto alcun fulgido esempio dalla politica e che sarebbe meglio per tutti non esagerare nei cori e limitarsi chiedendo non un onesto, onesto, onesto, ma una semplice brava persona e possibilmente giovane, competente, con esperienza, anche se con dei trascorsi politici. Intanto continuino a governare per dare ai cittadini quelle risposte che si attendono e non si lascino rallentare o fermare da questioni certamente importanti, ma che possono essere ridiscusse quando il cielo in Italia diventerà un po’ più blu. Poi i Grillini potrebbero rivedere le regole di candidatura o candidare tutti i parenti di Carabinieri, perché per essere reclutato dalla Benemerita era (e lo è ancora) necessario un albero genealogico senza ombre né macchie di padri, nonni e affini. Almeno così la nostra Repubblica non avrebbe problemi e io non sarei stato qui a scrivere su questo non gratificante tema di attualità.

Che Dio ci perdoni tuttti (con 3 t più la prima)!

Eduardo Falbo

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