L'opinione che non ti attendi

Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio...



È Nostro Signore che ce lo ricorda e non un tributarista qualunque. Le tasse vanno pagate e da tutti anche da quei religiosi che avevano posto la domanda trabocchetto a Gesù. Ecco bisognerà solamente capire bene solo cosa è di Cesare e cosa è di Dio.

Le cose di Cesare le possiamo ben capire e le conosciamo. Più complicato diventa oggi capire cosa è di Dio. Eh, sì si è arrivati a questo punto e sapete perché spesso e volentieri le due cose sono state mescolate a tal punto che sembra non esistano confini precisi, che non siano chiare ed evidenti le distinzioni fra le cose di questo Mondo e quelle di quello non a caso chiamato altro Mondo. Per Gesù e per quelli che lo ascoltavano la precisazione era più che lampante ed inequivocabile, oggi, sarà forse colpa del mutato scenario socio-culturale tali distinzioni appaiono problematiche, almeno per alcuni.

Papa Francesco nel 2015, con la sua solita chiarezza che agevola la comprensione per tutti, senza alcun bisogno di ermeneutiche di vario orientamento ha espresso la sua posizione. Posizione, ricordiamolo sempre, del Papa regnante (così si dice quando è in carica): Se un convento religioso lavora come un albergo, paghi le tasse. Più chiari di così non si può essere, eppure sono sorte mille difficoltà per individuare quali strutture siano tenute al versamento di quelle male-benedette tasse, per lo strano mescolarsi delle une con le altre, cosicché alcuni edifici per una parte risultano essere esenti e per l’altra risultano soggetti al pagamento in questione.

La cifra da recuperare pare sia notevole si parla di cinque miliardi di euro, per un patrimonio immobiliario complessivo di duemila miliardi di euro… un po’ tantini, parafrasando Rambo. I responsabili tributaristi o gli addetti del Vaticano sostengono che le tasse in questione vengono pagate e giù su i giornali una sfilza di nomi di vari Enti o Associazioni non profit e, quindi, non tenute al pagamento, ed altrettanti alberghi, librerie ed altri immobili dati in affitto. Di rimando altri pubblicano elenchi di strutture che secondo gli estensori evadono la tassazione. E tutto questo perché succede? Perché nell’opinione comune la Chiesa Cattolica Romana possiede tutti questi cospicui beni, anche se io come i nostri amici lettori (noi siamo Chiesa) di questi beni non ne sappiamo alcunché.

C’è qualcosa che non mi torna. Ah, sì il solito Vaticano, perché con tutta probabilità i beni in questione sono di proprietà, secondo forme e modalità diverse, di quello Stato estero. Noi non c’entriamo, la Chiesa cioè non c’entra. Davvero una bella rogna.

Non sarebbe più conveniente e conforme al Vangelo per quello stato estero vendere tutto, darlo ai poveri e meritare così il Regno dei Cieli? Almeno lì non si pagheranno Ici, Imu e tasse varie.



Eduardo Falbo



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