L'opinione che non ti attendi

Covid-19. Fase 2, la difficile ripartenza



L'Italia che riparte, il diciotto maggio duemilaventi resterà in qualche modo una data da ricordare. C'è chi tira un sospiro di sollievo, c'è chi non riesce proprio a non essere diffidente. Il dubbio e la paura che il mostro si avvicini resta sempre forte. Pareri discordanti e aspettative diverse fanno da tappeto a quest' apertura di sipario, si perché sembra proprio il secondo atto di una lunga commedia teatrale, c'è chi è sicuro di aver bene studiato il copione, chi ha bisogno di un suggeritore o chi improvvisa alla prima entrata in scena.

Il dopoguerra del XXI secolo tra sgomento e incertezze, sofferenze e dolore ma per chi è rimasto, con la voglia di ricominciare e non di riprendere da dove ha lasciato, perché per chi ha perso un proprio caro nulla sarà come prima. In memoria di questi mesi guardare avanti con occhi diversi è un impegno fondamentale perché in qualsiasi momento tutto potrà essere compromesso. La diligenza di contare sulle proprie forze non dovrà mai mancare e il coraggio farà da sostegno. Tutto riapre, via i divieti, via le autocertificazioni, le ore della giornata si colorano di vita ma con distanze di sicurezza e mascherina, beh! Questo non è come prima ma oggi farà parte di noi. Sarà servito, alle istituzioni, tutto questo a fargli capire il forte sacrificio di tante famiglie che faticano a campare?Ci voleva il covid-19? Quando si dice ripartenza sarebbe meglio usare il termine partenza, per tanti bloccati dalla disoccupazione, dalla non curanza proprio delle istituzioni, dalla burocrazia di un sistema lento, da una politica sempre piu' sfacciata solo dove c'è convenienza.

Le disuguaglianze, la povertà non potranno altro che crescere e far morire un economia,quella domestica ormai compromessa da tempo. Se lo Stato mette in campo soluzioni e poi c'è chi magistralmente mette a repentaglio gli sforzi fatti, non si cresce ma resta solo triste politica di provincia. Una nazione è fatta da grandi ma soprattutto da piccoli, quelli che si sporcano le mani e sulle fronti gronda il sudore, da quegli operai lasciati nell'indifferenza ma che di dignità ne hanno più di chiunque altro. Beh! La tragedia nella tragedia che esiste da sempre e che nemmeno il covid-19 cambierà se non si smuoveranno le coscienze e non udiranno coloro che si fingono sordi.

Sabina Limongelli

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