Attualità

Bullismo, male da estirpare dalla nostra società

Nella società in cui viviamo è sempre più diffuso il rischio, fenomeno bullismo. Secondo alcuni dati dell'indagine svolta dall'osservatorio adolescenti, circa il quaranta per cento di quest'ultimi ammette di essere carnefice o vittima di bullismo. Questi episodi generalmente avvengono negli ambienti scolastici o in qualsiasi punto di aggregazione, che sia una palestra o altro tipo di attività. Questo modo di comportarsi è un atteggiamento indisponente e aggressivo, nei confronti di chi o per debolezza o per educazione, non reagisce a questo tipo di violenza.

Si verificano episodi in diverse modalità: dall'attacco verbale fino ad arrivare all'aggressione fisica o ancora più subdola è la forma indiretta, che coinvolge altri soggetti che fanno da tramite, contro la loro volontà. Attualmente comunque si è attivi sul campo a contrastare questo problema, con associazioni che insegnano ai ragazzi proprio come difendersi. L'Acbs, Associazione contro il bullismo scolastico, ammonisce a tutti i ragazzi nozioni comportamentali. A cominciare dall'ascolto, alla comunicazione, al bloccare il bullo, fino al modo come salvarsi da queste prevaricazioni. Sicuramente la miglior difesa è sempre quella di parlare innanzitutto con i genitori, comunicare ogni tipo di disagio che si avverte. Chiudersi in se stessi non serve a nulla, porta solo a peggiorare la situazione. Per chi è bullo, non c'è giustificazione, il recupero è bene dove c'è pentimento, non credo dove si persevera, anche con l'appoggio di altri. Oggi i canali sono tanti e la frase più usata è: non sottovalutate! A partire dalla famiglia, alla scuola e a qualsiasi luogo di incontro. Molto spesso piccoli episodi danno l'allarme ma possono sfociare in vere e proprie tragedie.

La società è cambiata molto e teniamo presente che siamo sempre noi adulti al timone, quindi se noi mal gestiamo e lasciamo correre si va facilmente alla deriva. Non si può essere vittime, si deve essere padroni della propria vita sin da piccoli, istruiti a reagire. Molto spesso il cosiddetto atteggiamento da "guàppo", maschio o femmina che sia, è motivo di vanto per alcuni genitori, i quali sorridono davanti a comportamenti spavaldi, da parte dei propri figli, non rendendosi conto che questo può provocare danno ad altri. Secondo la parola di Dio dobbiamo educare i figli, che lui stesso ci ha affidato, con l'esempio. Rimproverare e correggere e non far finta di niente. Essere genitori autorevoli e non autoritari, spiegare le cose con amore e mitezza, e non imporre solo regole che vengono puntualmente rifiutate.
"Felice l'uomo che ama il Signore e con gioia ubbidisce alle sue leggi"(Sl 112,1).

Sabina Limongelli

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