L'angolo del libro

Bravo... continua così: l'esordio letterario di Francesco Ciancio



di Antonia Storace

Nomen omen, il destino nel nome: è un'espressione latina che ho sempre amato e a cui non manco mai di ricorrere quando penso che la circostanza lo richieda. Indica la predestinazione di una rotta, il vaticinio di un percorso già tracciato. Dice molto, pur dicendo ancora poco. Nel caso dell'opera prima di Francesco Ciancio, Bravo... continua così, edito da Viola Editrice, ho cuore di scomodarla dal novero delle mie citazioni preferite, poiché credo calzi sul libro di Francesco con precisione millimetrica. Bravo... continua così non è soltanto un titolo: è un messaggio, è il ponte allegorico che congiunge il significato al significante, è il mezzo narrativo per antonomasia, quello che puntella la trama intera e la organizza.

Fabrizio, protagonista dell'opera di Francesco Ciancio, cresce in una famiglia difficile, con un padre, Piero, incline all'alcol e all'uso delle mani. Piero porta con sé l'eredità di un'infanzia difficile, da cui fatica a liberarsi. Nei figli, Fabrizio e Laura, scorge la possibilità di riscattare il suo passato, i suoi fallimenti, le mistificazioni, e perciò carica, sulle loro spalle, il peso delle aspettative, il progetto di una vita ideale elaborato a monte e che non tiene conto della volontà delle persone coinvolte. Fabrizio anela il riconoscimento del padre, quel Bravo... continua così che interpreta come una attestazione di valore, una manifestazione di amore paterno. Pur di ottenerla, si impegna a perseguire obiettivi non suoi. Sceglie di iscriversi alla facoltà di ingegneria, ad esempio, consapevole che una simile decisione incontrerà certamente il beneplacito di Piero; allo stesso modo, sposa una donna, Simona, che sembra corrispondere a uno stereotipo preciso: moglie devota, madre ineccepibile, porto sicuro nella tempesta. Via via che agisce a questo modo, edificando una vita più simile ai desideri del padre che ai propri, Fabrizio smarrisce se stesso. Lo snaturamento a cui si condanna, lo costringe a un profondo lavoro di indagine interiore, che lo porterà, in ultima analisi, a spezzare le catene del giudizio e a validare se stesso indipendentemente dall'opinione degli altri.

L'opera di Francesco Ciancio, edita da Viola Editrice, è un'opera meravigliosamente complessa, giacché tocca argomenti fondativi della crescita e dell'evoluzione umana. Non a caso, Francesco è un coach e, in quanto tale, si occupa di formazione.
Sul piano sociale, l'autore affronta il tema della violenza di genere; sul piano intimistico, invece, analizza il senso di colpa; la sindrome abbandonica; l'amore - quello filiale, l'amore di coppia, e l'amor proprio; la libertà intesa non soltanto come affrancamento economico dalla famiglia di origine, ma anche e specialmente come emancipazione da una condizione di sudditanza emotiva che spinge ad agire in forza del compiacimento altrui.

Quando Bravo... continua così è arrivato nelle librerie, poche settimane fa, Francesco Ciancio ne ha paragonato l'uscita alla nascita di un terzo figlio, segno della profonda dedizione profusa nella sua stesura, e del coraggio di cui ha dovuto armarsi per affrontare un lungo viaggio, permeato - il lettore non potrà fare a meno di intuirlo - da componenti fortemente autobiografiche. È un libro forte, questo libro; un libro che obbliga a specchiarsi, a smascherarsi, a prendere coscienza delle proprie imperfezioni. La bellezza sta sempre nella verità.

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