L'angolo del libro

Avrò cura di te



Per una lettura curiosa e semplice da seguire ma che allo stesso tempo ti offre un racconto profondo sugli stati d’animo della protagonista, due autori come Massimo Gramellini e Chiara Gamberale, hanno creato questo romanzo, dal titolo Avrò cura di te, non banale ma emozionale, edito da Longanesi e pubblicato nel novembre 2014, ma ancora oggi ricercato. Un romanzo epistolare di narrativa italiana, la creazione di questo scambio di lettere che avviene tra la protagonista Gioconda detta Giò e il suo presunto angelo custode Filèmone, è la rarità che coinvolge il lettore. Può dare l’impressione in alcune pagine, di scorrere in una lettura di frasi fatte, di consigli preconfezionati da parte di Filèmone a Giò, ma la fitta corrispondenza che dura giusto un anno, è una continua analisi di fatti, sentimenti e azioni.

Il racconto mette di fronte a questo aspetto fiabesco dello scambio di lettere che Giò ritrova puntualmente come risposta ai suoi sfoghi nel cassetto di un comodino. La protagonista, dalla personalità insofferente e smaniosa, è una trentaseienne, insegnante di liceo, appena stata lasciata dal marito Leonardo, anche lui insegnante, dopo cinque anni di matrimonio, attraverso un’email che riportava: “Cresci Giò”, e ha una madre che colleziona fidanzati e un padre che non c’è. Giò si rifugia disperata e arrabbiata, nella vecchia casa dei suoi nonni, piena di bei ricordi, dove trova per caso un biglietto dove sua nonna (Gioconda) ringrazia il suo angelo custode di averle fatto incontrare il suo vero amore. Per questo si affida anche Giò al suo di angelo custode e comincia l’avventura. Le scrive ogni suo stato d’animo, paure, insicurezze e Filèmone, l’angelo custode, la accoglie con dolcezza e anche severità, quando è necessario, e la porta a ragionare con le sue risposte e soprattutto le dirà : “Avrò cura di te”. “L’amore vero non esiste, quello reale è solo la somma di tante imperfezioni”.

Giò dovrà capire tante cose e rendersi conto prima dei suoi di difetti e poi di quelli del suo ex, l’altro deve essere amato per come è e non per come lo vorrebbe lei. I luoghi dove si svolge il tutto sono poco descritti, l’anno che scorre parte da un 14 febbraio a un altro, Filèmone ad un certo punto riesce a far fare a Giò quelle cose che tanto desiderava, ma che mai aveva fatto, come un bel viaggio o il sogno che aveva da bambina, quello di diventare un arbitro e di ricominciare a vivere e di rivalutare il suo amore con Leonardo. I racconti si susseguono molto velocemente portando ad un finale inaspettato e sconvolgendo un po’ l’unica certezza di Giò, quell’unione perfetta dei suoi nonni, si perché l’angelo con cui lei si scriveva, quell’angelo che aveva percepito così vicino era l’amore puro e autentico di sua nonna Gioconda. “Cosi le anime degli innamorati eterni lasciarono quel mondo invisibile agli occhi, dove il cielo ha il colore degli oceani e le nuvole assomigliano a scogli innaffiati di schiuma.” Questo è un romanzo che racconta un amore, in un modo diverso ma bello e sincero. Un racconto che auspica la vicinanza di un angelo custode per ognuno di noi, che sostiene, che consiglia, che avverte, che ti fa sbagliare per poi ragionare, ma che resta nell’immaginario perché nella realtà quelle risposte non le troviamo su carta, in un cassetto, ma sicuramente nel nostro cuore.



Sabina Limongelli

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