L'opinione che non ti attendi

Assioma e corollari



Siamo prossimi a veder varata la prima manovra finanziaria del cosiddetto governo del cambiamento, e per la verità qualcosa di molto diverso io riesco a percepirlo. Chissà perché altri no. Anzi critiche feroci, paure palesemente svelate e dichiarate imminenti, profusioni di allarmismi… ed offese, tante offese ai giovani, che in difficoltà oggettive si dimenano angosciati affinché la loro generazione non passi senza aver potuto avere l’occasione di sperimentare almeno in parte o quello che dovrebbe essere assicurato ad ogni essere umano: il senso di essere stato utile alla Comunità, di aver fatto qualcosa di utile, di aver lasciato una qualche traccia del suo passaggio su questa maledetta o benedetta Terra, a seconda dei casi e delle opportunità ricevute.

I giovani sono offesi, gravemente offesi e ritratti da tutti e dico proprio tutti sdraiati sul divano a guardare la televisione e a non far nulla. Immagine falsa e fuorviante, ma utilizzata da tutti, e ripeto proprio tutti per giustificare una nuova necessaria latitanza e un altrettanto obbligatorio girarsi dall’altra parte, per non sconvolgere i mercati!

Sì il reddito di cittadinanza, secondo i critici, alimenterebbe la fannulloneria dei giovani italiani, specialmente di quelli del nostro Sud. Un assioma falso e impudente, offensivo e pericoloso per la crescita culturale, ma anche economica del nostro Paese. I giovani non sono fannulloni, e non lo sono quelli del Sud. L’emigrazione di tanti di loro verso il più ricco Nord del nostro Paese dovrebbe far riflettere. Io ho lavorato nel nord ovest e di meridionali e di giovani pronti ad accettare qualsiasi lavoro che potesse assicurar loro una qualche minima dignità ne ho trovati tantissimi, e tantissimi sono i giovani che ancora oggi lasciano il divano per andare a cercare lavoro laddove si ritiene che ci sia, salvo poi a ritornare delusi ed amareggiati per non averlo trovato. E questo dovrebbero saperlo i tanti critici e imbonitori, che fino a qualche tempo fa si lamentavano per l’invasione dei Terroni.

E ricordo inoltre che oggi, in questo nostro Terzo Millennio, mettersi in cammino ha un costo, e non solamente in termini affettivi o emotivi o sentimentali, ma anche in termini più meramente economici. Soggiornare in una qualche altra città diversa ha dei costi, dal biglietto per l’intercity o per il regionale alla ovvia permanenza con altrettanto ovvi costi per un alloggio e il pasto quotidiano. Beh, purtroppo dobbiamo dire che non tutti hanno i genitori e le famiglie possono sostenere il proprio giovane in quella ricerca. Anche ricercare un lavoro è diventato un lusso. Non fannulloni allungati sul divano con popcorn e televisore sparato negli occhi e nella mente.

Queste cose Giggino le sa molto bene, come sa altrettanto bene che i giovani senza chance o possibilità sono facili prede delle organizzazioni criminali, bravissime, purtroppo ad offrire lavoro non sempre gradito, ma obbligatorio se si vuole avere a disposizione una qualche somma necessaria, (guarda un po’) per andar via da quell’inferno. Certo sarebbe ancor meglio offrire lavoro, invece dei soldi, e sono certo che tutti lo accetterebbero, perché va ancora ripetuto che i giovani disoccupati, inattivi, sfortunati vogliono anch’essi la loro soddisfazione.

Ma che dire delle molte nuove imprese che hanno ricevuto soldi e sovvenzioni per impiantare fabbriche al Sud e poi sono scappate con la cassa? Ve lo siete scordato? E che dire del gioco in borsa? E ci preoccupiamo del gratta e vinci della tabaccheria sotto casa perché questo può creare dipendenza e rovinare il giocatore, un po’ alla Dostoevskij, mentre l’altro è lontano da casa nostra, ma è dimostrato che può ancor di più rovinare famiglie e stati. Lo spread aumenta e lo pagheranno le giovani generazioni, le quali si impoveriranno, questo è lo spauracchio che si aggira per l’Europa ed intanto quelle di oggi e di domani o di quest’anno o dei prossimi anni, quelle viventi e vere che faranno? Ma perché non mettete un limite allo spread, il nuovo feticcio e idolo di questo travagliato Terzo Millennio? Personalmente penso di aver capito cosa intende fare l’On. Luigi Di Maio (e non chiamatelo più Giggino, per cortesia) con gli alleati di governo, per il semplice motivo che ben vedo e percepisco le ansie e le paure di genitori e figli e vi assicuro che non sono generate da possibili osceni balletti dello spread.


Eduardo Falbo

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