L'opinione che non ti attendi

Achille Lauro, storia d'emarginazione e di riscatto



di Eduardo Falbo

Sono rimasto davvero stupito nel leggere un articolo sul tempo.it, stupito e fortemente meravigliato di come molto spesso ci lasciamo travolgere dalle apparenze e giudicare, brutta espressione per un cristiano, secondo pesanti pregiudizi. L’articolo di Giada Oricchio titolava: Tutta la verità su Achille Lauro: Così lo smaschera Carmelo Abbate. “Ah, ecco, quel giovane rapper che ha cantato a San Remo… che vuoi fare, si sapeva che prima o poi le cose vengono fuori, i nodi vengono al pettine”, ho pensato e ho cominciato la lettura aspettando di vedere chissà quale nefandezza del giovane cantante, che di sicuro non è passato inosservato per via del titolo della canzone Me ne frego che secondo alcuni miopi, improvvisati storici poteva richiamare il nefasto ventennio fascista e far rivivere il suo duce, qualcosa della serie a volte ritornano (aggiungerei… sì, ma dove vanno?)… ormai si vede fascismo dappertutto: Mah!

E poi mi sono ricordato che nel precedente festival lo stesso Achille Lauro aveva presentato un’altra canzone dal titolo Rolls Royce che i soliti bravi improvvisati linguisti, semiologi, filologi… e aggiungete voi qualche altra cosa a piacere, tanto la sostanza non cambia… tutti questi soloni dicevo hanno ritenuto che il giovane cantautore voleva inneggiare alla droga (!!!!) perché è quell’auto effigiata su certe pasticche che io non ho mai visto, ma che sembra abbiano almeno visto costoro… per me quell’auto è uno status symbol, lo è sempre stata… ed in difesa di questo giovane cantante così vilipeso e criticato è intervenuto Claudio Baglioni, chiarendo appunto che la canzone non era di sicuro un inno alla droga.

“Certo che a questo giovane gliene capitano di cose”, ho pensato, ma non avevo letto l’articolo citato, sì perché poi in quell’articolo è raccontato sinteticamente, ma efficacemente la storia vera dell’artista, così come l’ha narrata Carmelo Abbate. Un giovane di ventinove anni, ma con sulle spalle tanta di quella esperienza e sofferenza da far impallidire che ne so… Eminem, famosissimo rapper americano e protagonista di 8 miles, un film, l’unico, che ho visto su quel mondo.

Ed è vero che Carmelo Abbate, nel suo libro Le storie degli altri, lo smaschera come titola l’articolo… lo smaschera sì!!! Ed appare un giovane, l’Achille Lauro, nome d’arte di Lauro de Marinis, nato a Verona l’11 luglio 1990… che non ha vissuto una vita facile, nonostante la famiglia di origine, suo padre magistrato, che fin da 14 anni ha dovuto provvedere a se stesso… (incredibile!) e che una volta raggiunto il successo e con i soldi guadagnati ha pagato i debiti di famiglia e riscattato i gioielli della nonna al Monte di pietà…!

Lo ha smascherato, Carmelo Abbate, grazie per averlo fatto e dato la possibilità di comprendere ancora meglio che con i pregiudizi non afferriamo il vero e che di sicuro abbiamo bisogno di meno soloni e ben pensanti e più giovani di questo tipo. Qualcuno chissà potrà pensare di farne un altro film del tipo 8 miles raccontando questa storia? Sarebbe il secondo film da me visto sull’argomento, con grande emozione.


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